5 regole del capo (me le faccio e me le dico)

1) fai crescere i tuoi collaboratori

Possiamo mettere al primo posto il raggiungimento degli obiettivi, il budget, risultati concreti, ma facendo così noi mettiamo il carro dei nostri risultati davanti ai nostri buoi della leadership. Senza grandi collaboratori nessun obiettivo può essere raggiunto. I dipendenti possono arrivare ad ottenere ciò che sono in grado di fare. Quindi il nostro lavoro è aiutare i collaboratori ad essere capaci di fare sempre meglio il loro lavoro per raggiungere i loro obiettivi e quindi… i nostri.

Il nostro compito è quello di dare opportunità di formazione, sviluppo e mentoring ai nostri collaboratori, quando lo facciamo, riusciamo a trasformare le attività di controllo in attività più interessanti e formative per i dipendenti. E’ la strada del miglioramento personale.

Quindi smettiamola di cercare di far quadrare i conti ed i risultati e spendiamo molto più tempo nell’aiutare i dipendenti a sviluppare le loro capacità e competenze, i risultati verranno da soli. Ed è anche più divertente.

2) risolvi i problemi immediatamente

Nulla uccide il morale della squadra più velocemente di un problema non affrontato.Dispute interpersonali, problemi prestazionali, faide tra reparti impattano negativamente sul morale e sulle motivazioni dei dipendenti. E sono fonte di distrazione perchè i piccoli problemi crescono e diventano grandi problemi. Inoltre, ogni volta che trascuri un problema rischi di perdere la stima dei  tuoi collaboratori e senza la stima non puoi governare un’azienda. Non si può sperare che un problema vada via da solo o che qualcun’altro lo risolva. Bisogna affrontare ogni problema a testa alta non importa quanto grande sia.

3) recupera il tuo peggiore collaboratore

Ogni azienda ha un dipendente che è andato fuori dalla grazia di dio. Manifestamente non è riuscito a portare a termine un compito, ha perso la calma in una riunione o semplicemente non riesce a mantenere il passo. Nel corso del tempo questo collaboratore viene visto dagli altri e anche da noi, come un anello debole. Quel dipendente, spesso, vuole riabilitare la sua immagine ma è schiacciato dalla disapprovazione degli altri che  rende troppo difficile la risalita per uno come  lui, ma non è troppo difficile per noi.

Prima di eliminare l’anello debole, cerchiamo invece di mettere il massimo sforzo per cercare di recuperarlo. Dite:” toni, so che hai qualche casino ma vedo che stai cercando di darti da fare, vediamo cosa possiamo fare insieme per aiutarti ad arrivare dove serve”. Rassicurare, dare fiducia, far capire che ci siamo per aiutarlo. Non molliamo la presa, teniamo il passo dell’imprinting che stiamo dando. Se questo può sembrare troppo sforzo per un basso risultato, sappiate che i dipendenti migliori non hanno bisogno di tutto questo supporto e comunque, per loro, l’ eventuale miglioramento di uno standard già elevato non produrrà grandissimi risultati, invece una persona che finora non ha reso quanto valeva, ha un forte potenziale che può fare una grandissima differenza.

Certo a volte non funzionerà, ma quando avremo fatto un buon lavoro, avremo definitivamente migliorato una persona, professionalmente e personalmente. E questo è impagabile.

4) metti in mostra gli altri, non te stesso

Mettendoci in mostra si possiamo guadagnare grandi soddisfazioni… una o due volte ma non di più. Non vale la pena dire o fare delle cosa da mettere sotto i riflettori anche se brevemente. Se una cosa è evidente non serve comunicarla. La gloria di un capo è sempre una gloria riflessa mai  diretta. Quando i vostri dipendenti eccellono, voi e la vostra attività eccellete. Quando la vostra squadra ha successo, la vostra attività avrà successo. Quando vengono recuperati dei dipendenti che poi dimostrano la loro potenzialità devono essere elogiati loro non voi. Voi stavate facendo solamente il vostro mestiere. Quando agisci costantemente come se fossi meno importante dei tuoi collaboratori e se non chiedi ai dipendenti qualcosa che neanche tu faresti, tutti quanti capiranno in realtà quanto importante tu sia.

 5) ricorda sempre da dove sei venuto

magari vedi un cacciatore di autografi maltrattato da una star e dici: “io non farei mai così”. Invece attualmente lo facciamo. Per i nostri dipendenti, soprattutto i neoassunti, il capo è famoso, il capo è una star. Ecco perchè quando un dipendente vuole parlare con voi di qualcosa che potrebbe sembrare irrilevante è in realtà perchè vuole spendere un po di tempo con voi. Quando questo accade abbiamo due scelte: negarsi o valutare il momento per quello che è – la possibilità di rassicurare, aiutare, ispirare, motivare o dare speranza a qualcuno per cose più grandi nella loro vita.

Agli occhi dei dipendenti un capo in gamba è una vera star!

Ricorda da dove sei venuto e sii generoso data la tua celebrità.

 

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