ancora sull’arresto del comandante Cancian

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La difesa del comandante della Municipale di Sacile aspetta l’interrogatorio del 5 luglio
«Proveremo che le cose non sono andate così»

Sabato 2 Luglio 2011,
Vive il disagio per le misure restrittive alle quali è sottoposto, non si capacita di quello che sta accadendo, ma è sereno perché convinto di avere agito con la massima trasparenza e di non essere responsabile di quanto gli viene contestato. Così appare in queste ore il comandante della Polizia municipale di Sacile Luigino Cancian, agli arresti domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia fissato per martedì 5 luglio.
La difesa di Cancian aspetta di avere in mano tutte le carte per poter disporre di un quadro completo dell’inchiesta, oltre agli elementi contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare. «I fatti che gli vengono contestati sono molto gravi per una persona che ha dato la sua vita al rispetto della legge – spiega il suo legale Paolo Dell’Agnolo -, ma confidiamo di riuscire a dimostrare che le cose non stanno così». Per la difesa del comandante, la misura dell’ordinanza di custodia cautelare è sproporzionata. Dubbi sulla sostenibilità dell’accusa di concorso in rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio avanza anche Francesca Cardin, legale di uno dei due aspiranti vigili che avrebbero beneficiato dell’aiuto, il nipote del maresciallo Francesco D’Angelo Alessandro Furlan, denunciato a piede libero. A favore di Furlan giocherebbero i non eccelsi risultati ottenuti nel concorso: una prova scritta superata per un soffio (quella, appunto, di cui avrebbe dovuto conoscere i quesiti in anticipo) e una prova orale non superata affatto. «Inoltre – sottolinea Francesca Cardin – nel computer non è stata trovata traccia dei quesiti della prova». 

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LE REAZIONI
A Sacile nuovo comandante
Sms di solidarietà a Cancian

Sabato 2 Luglio 2011,
«Ho sempre fatto il mio dovere». Lo ripete all’infinito il capitano Luigino Cancian, nelle lunghe ore che sta vivendo agli arresti domiciliari, con lo sguardo al muro immerso in chissà quali pensieri. Ore che fanno temere e preoccupare, chi lo conosce, i colleghi e gli amici del Comune. Una preoccupazione per la pressione psicologica che tutto questo sta avendo su un uomo come Cancian, che è chiamato a reggere. Un’impresa difficile che il comandante deve compiere da solo, come tutte le prove che ha superato nei suoi 48 anni, non ultima quella del lutto per la perdita del fratello più giovane, Stefano, morto nel 2009 a 44 anni per un infarto. Il secondo anniversario della sua scomparsa ricorre proprio in questi primi giorni di luglio. Numerosiin queste ore i messaggi di solidarietà che amici, colleghi anche da Brugnera gli hanno manifestato tramite sms e testimonianze lasciate al Comando. L’ufficio di piazzetta Manin li sta trascrivendo tutti per presentarli, quando sarà possibile, al Comandante. Trascritte anche le parole delle due anziane sacilesi che ieri si sono presentate di persona per portare la solidarietà al capitano.
Intanto Luciano Sanson già comandante della polizia municipale di Caneva è il comandante pro-tempore del Corpo intercomunale di polizia locale Sacile-Caneva. Il tenente è stato richiamato dalle ferie dopo il ciclone che ha «strappato» il capitano Luigino Cancian dal suo ufficio e dal suo posto di comando.
Il sindaco di Sacile, Roberto Ceraolo ha firmato ieri mattina il provvedimento che nomina Sanson, nella vacanza contingente e fino a nuovo provvedimento, al comando del Corpo Intercomunale. Già ieri sera il primo impegno, perchè la macchina comunale si sa deve andare avanti: il comandante Sanson era alla commissione comunale pubblici spettacoli per Sacile Vintage.
«Al comandante Sanson – ha detto il primo cittadino – va il sostegno e la piena fiducia dell’amministrazione pur comprendendo la difficoltà nell’assumere questo incarico in questo delicato omento, confidiamo che saprà far fronte alla situazione e ha la nostra piena fiducia». L’ufficio di Cancian è vuoto e così resterà, visto che il nuovo comandante, occuperà altra scrivania. Quella del capitano Cancian resta lì: quasi in attesa. Molti sacilesi ieri in piazza e per le strade non hanno avuto alcuna parola di conforto nei confronti del comandante Cancian, un uomo che nella sua professione ha suscitato sentimenti contrastanti anche per quel suo fare da alcuni vissuto come «repressivo»

 

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«Concorso, le tracce
erano in cassaforte»

Sabato 2 Luglio 2011,
Il Gip del Tribunale di Pordenone Patrizia Botteri ha fissato per martedì prossimo 5 luglio l’interrogatorio di garanzia per i tre vigili accusati di violazione del segreto d’ufficio. Resteranno quindi confinati agli arresti domiciliari dove sono stati condotti Luigino Cancian comandante della polizia municipale di Sacile, Leonardo Zucchiatti alla guida della municipale di San Daniele e Francesco D’Angelo, ispettore a Pordenone, tutti coinvolti nell’indagine legata – secondo l’accusa – al concorso truccato per l’assunzione di un vigile a Porcia. Tre arresti che hanno fatto scalpore. Ieri nel comando della Polizia municipale a Pordenone in via Oderzo, non c’era tanta voglia di parlare. Anche se Francesco D’Angelo (avrebbe dovuto rientrare ieri dalle ferie) da due anni era aggregato alla Procura, era molto conosciuto tra i colleghi. Bocche cucite, qualche mugugno e tanta voglia di gettarsi alla spalle quanto accaduto. «Spero per lui – ha fatto presente una collega – che possa dimostrare di essere estraneo. Se invece ha sbagliato, allora è giusto che paghi». Ancora più stupore a Sacile, dove l’arresto di Luigino Cancian ha creato uno shock non solo in Municipio, ma nell’intera cittadina. In Procura a Pordenone c’è la certezza di aver imboccato la strada giusta per inchiodare alle loro responsabilità i tre vigili urbani e per questo c’è anche la volontà di chiudere in tempi brevi l’inchiesta per non mettere in ulteriore difficoltà i sindaci dei Comuni interessati. Resta il fatto che le difese hanno tutta l’intenzione di dare battaglia. Antonio Pedicini che tutele gli interessi di Francesco D’Angelo, non ha dubbi. «L’accusa non ha nulla in mano». E si spinge oltre. «Hanno messo nei guai tre persone per bene. Di questo ne sono certo. L’unica accusa è la violazione del segreto d’ufficio da parte di Luigino Cancian in concorso con gli altri, ma c’è subito da capire di quale segreto stiamo parlando. Le tracce di esame relative a quel concorso erano state chiuse in cassaforte. Se poi, come capita il giorno degli esami di maturità, circolano 10 mila domande di tutti i tipi e magari qualcuna è anche simile a quella della prova, non sarà mica una violazione del segreto? Erano chiacchiere di persone che si informavano su un concorso complicato. Tutto legittimo. Da quanto mi risulta, inoltre, non è stata trovata traccia di quelle domande in nessuno dei computer sotto sequestro. Sarebbe interessante capire perchè al mio assistito viene fatta la perquisizione il 19 giungo e l’arresto arriva 11 giorni dopo. Un lasso di tempo sufficiente, se c’era la volontà, per concordare tra loro una versione dei fatti. È una bolla di sapone e lo dimostreremo».

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Loris Del Frate

Sabato 2 Luglio 2011,
Anche se le bocche sono cucite la sensazione che si respira in Procura il giorno dopo l’arresto dei tre vigili urbani accusati di aver dato una spinta in un concorso pubblico a due amici (uno è un parente) è che l’indagine sia solo all’inizio e che possa riservare anche altri colpi di scena. Luigino Cancian, comandante a Sacile, Leonardo Zucchiatti, capo a San Daniele e Francesco D’Angelo, ispettore a Pordenone, almeno sino a martedì prossimo resteranno agli arresti domiciliari, poi saranno sentiti dal giudice per la indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia. Ma da questo filone potrebbero emergere anche altre ipotesi di reato per persone che sino ad ora non sono entrate nell’indagine. Insomma, più di qualcuno che ha avuto contatti con i tre in questo momento potrebbe non dormire tranquilli. I due comandanti e il vigile pordenonese sono stati intercettati per settimane, sono state fatte intercettazioni ambientali e sono state registrate parecchie conversazioni. Tutto materiale che ora è al vaglio degli inquirenti e che nei prossimi giorni potrebbe riservare sorprese. Intanto non è da escludere, anzi è quasi certo, che saranno passati al setaccio tutti i concorsi ai quali hanno partecipato le due persone che la Procura ritiene siano state “aiutate” dai tre vigili, Stefano Lipizer di Moruzzo (figlio di un vigile urbano) entrato nella graduatoria del concorso di Porcia e Alessandro Furlan, nipote di D’Angelo, residente a Oderzo, ma rimasto fuori. Entrambi sono stati denunciati a piede libero. Ma non è da escludere che vengano ascoltati dagli inquirenti pure alcuni partecipanti al concorso messo sotto la lente per verificare se effettivamente si fossero accorti di qualcosa, così come saranno visionati tutti i concorsi nei quali Luigino Cancian era commissario di esame. Ma è dalle intercettazioni e dai riscontri ambientali che potrebbero emergere gli scenari più interessanti. Quali è presto per dirlo visto che le indagini sono in pieno svolgimento, ma c’è un esempio che ieri circolava per far capire come potrebbe svilupparsi l’indagine. In pratica si tratterebbe di un missile che una volta lanciato stacca il primo stadio. I tre arresti sarebbero legati appunti al primo stadio, ma in un missile ci sono anche altri pezzi che si staccano per lasciare poi libera la navicella. Insomma, dall’indagine principale si potrebbe arrivare ad altre che non è assolutamente detto siano di importanza minore, sia come configurazione dei reati che come persone coinvolte.

ieri http://www.lunardelli.org/2011/07/01/arrestato-il-comandante-cancian-dei-vigili-di-sacile/

One thought on “ancora sull’arresto del comandante Cancian

  1. Ecco che la giustizia difende il Comandante Cancian . Il caso dura da troppo e finirà in prescrizione . La prescrizione in questo caso è una beffa per i cittadini che da più di dieci anno hanno “patito” . Con la prescrizione Cancian è salvo se pur colpevole di non essere stato al servizio dei cittadini, di non aver difeso il territorio dell’Alto Livenza e di essere stato contro le Istituzioni . Bisogna ridare credibilità alle Istituzioni pilastro della democrazia . Per questo chiediamo una giustizia celere , rapida .
    LO STAFF VAS FVG ALTO LIVENZA

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