arrestato il comandante Cancian dei vigili di sacile

 

Abbiamo avuto modo di conoscere il comandante dei vigili urbani di Sacile in occasione della battaglia intentata dal Comune di Sacile nei confronti del depuratore di Cordignano. La polizia di Sacile si è adoperata in tutti i modi per compiacere i politici di turno che non erano capaci di controllare un comitato antidepuratore, comitato di due persone per inciso.

Per prima cosa la polizia di Sacile ha proclamato che la strada di accesso al depuratore non poteva essere percorsa dai camion che andavano al depuratore, poi che loro avrebbero controllato e monitorato il funzionamento del depuratore perchè ne avevano le competenze. Ne è poi scaturito un impegno di collaborazione tra le polizie di Salice e Cordignano per pattugliamenti congiunti che hanno portato solo spese per la collettività dei due comuni non avendo rilevato alcuna infrazione per il semplice fatto che la conduzione di un depuratore pubblico DEVE essere svolta secondo procedure e norme ben definite e che gli organi di controllo di un impianto del genere sono talmente tanti: Provincia, Corpo forestale, Arpa, Noe che l’intervento di un Vigile Urbano è veramente risibile salvo che non sia un Comandante “so tutto mi”.

Dopo aver mandato gli altri sulle prime pagine dei giornali con le accuse di inquinamento (assolti) la ruota gira e tocca agli altri essere sbattuti come mostri in prima pagina.

sorgente il gazzettino http://replica.presstoday.com/gazzettino/art.php?id=19924695&sez=2524968

Venerdì 1 Luglio 2011,
Un concorso truccato, con due candidati raccomandati per un posto di vigile urbano a Caneva, nella Pedemontana pordenonese. A queste conclusioni è giunta la Procura di Pordenone, che ipotizzando un concorso in rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio ha ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare per due comandanti e un sottufficiale della polizia municipale. Da ieri mattina, sospettati di aver dato una spinta a due “favoriti” che volevano diventare vigili urbani, agli arresti domiciliari ci sono il capitano Luigino Cancian, 48 anni, di Porcia, ligio comandante del Corpo intercomunale di polizia locale Sacile-Caneva arrestato mentre sbrigava le sue carte in ufficio; il tenente Leonardo Zucchiatti (50) di Fagagna, comandante della municipale di San Daniele del Friuli, raggiunto dai carabinieri a Chianciano Terme dove partecipava a un torneo di calcio; infine, il maresciallo Francesco D’Angelo (66) di Pordenone, in servizio nella sua città, in ferie prima di rientrare al Comando dopo due anni di aggregazione in Procura.
Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo e il pm Piera De Stefani, avrebbero creato una corsia preferenziale per due candidati a un concorso indetto dal Comune di Porcia per selezionare un agente da assegnare a Caneva. Un aiuto possibile – secondo gli inquirenti – grazie all’intervento di Cancian, che come membro della commissione avrebbe fornito, attraverso i due colleghi, indicazioni utili sulle tracce delle prove scritte e sulle domande riservate per gli orali a due candidati.
Nessuno dei due ha vinto. Anzi, il nipote di D’Angelo è risultato non idoneo. Vincere il concorso o, comunque, entrare in graduatoria, avrebbe però offerto la possibilità di trovare una sistemazione nell’amministrazione pubblica. La graduatoria, infatti, avrebbe costituito per il Comparto unico del Friuli Venezia Giulia un bacino da cui attingere per coprire le carenze d’organico.
Il bando porta la data del 22 marzo: gli aspiranti vigili erano 217. Voci su raccomandazioni e favoritismi hanno dato il via alle indagini dei carabinieri, durate due mesi e supportate da intercettazioni ambientali e telefoniche. A giugno gli esami. Martedì 14 gli orali, l’indomani, su internet, la graduatoria con i 13 idonei. Tra questi c’è anche uno dei presunti raccomandati, il friulano Stefano Lipizer, 28 anni, di Moruzzo, secondo gli inquirenti indicato da Zucchiatti. Alessandro Furlan, 39 anni, di Oderzo, nipote di D’Angelo, invece non ce l’ha fatta. Gli stessi aspiranti vigili sono stati indagati a piede libero.
Cristina Antonutti x il gazzettino
Voci di “raccomandazioni”
e scattano le intercettazioni

Venerdì 1 Luglio 2011,
Voci di «favoritismi» e «raccomandazioni» danno il via all’indagine sul presunto concorso truccato per un posto da vigile urbano a Caneva. La risposta della Procura è di quelle forti sin dalle prime battute, quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Pordenone, comandanti dal tenente colonnello Walter Rossaro, ottengono intercettazioni telefoniche e ambientali. Dopo due mesi arriva la misura cautelare, a ulteriore conferma che sul terreno della pubblica amministrazione l’attenzione è altissima. A Luigino Cancian, comandante della municipale di Sacile, l’ordinanza viene notificata mentre sbriga carte in ufficio. Il collega di San Daniele, Leonardo Zucchiatti, uomo di sport, viene raggiunto dai carabinieri a Chianciano Terme, dove partecipava a un torneo di calcio. Francesco D’Angelo, sottufficiale a Pordenone, viene fermato mentre esce di casa: è ai domiciliari per aver aiutato il nipote che non è riuscito nemmeno a entrare in graduatoria.
I loro difensori sono agguerriti e puntano il dito contro un provvedimento «tardivo». I carabinieri erano usciti allo scoperto due sabati fa con un decreto di perquisizione domiciliare che equivaleva a un avviso di garanzia. Controllarono ufficio e case di Cancian e Zucchiatti, oltre all’abitazione di D’Angelo. Ora l’ordinanza basata sull’esigenza di evitare l’inquinamento delle prove. Esigenza che gli avvocati Paolo Dell’Agnolo, Antonio Pedicini e Bruno Simeoni sono decisi a demolire: «Non sussiste, dopo la perquisizione avrebbero avuto tutto il tempo per distruggere eventuali prove».
Dell’Agnolo, che ieri pomeriggio stava leggendo il provvedimento davanti a un capitano Cancian distrutto dalla valanga che l’ha travolto, tuona che il comandante «è estraneo alle contestazioni», che «è un uomo integerrimo», che da tutta questa vicenda «non ha avuto neanche un caffè pagato e questo dà la dimensione delle cose». E aggiunge: «C’è una storia scritta con intercettazioni ambientali, telefoniche e fotografie, nell’ordinanza vi è già una lettura diversa».
D’Angelo si è affidato a Pedicini, che parla di «un’enorme bolla di sapone» e di un capo di imputazione «generico». Mette in dubbio che si possa ritenere segreto d’ufficio una materia d’esame. E contesta il fatto che su 15 computer sequestrati non sia stato trovato nulla che possa sostenere l’accusa. Il riferimento è alle tracce delle prove d’esame e alle domande per gli orali. Secondo il legale, le domande anticipate ai candidati con la “spiata”, avrebbe dovuto essere le stesse verbalizzate in fase di concorso.
La difesa di Zucchiatti è più cauta. L’avvocato Simeoni ritiene prematuro entrare nei dettagli dell’indagine, ma non nasconde la sorpresa per un provvedimento «esagerato» rispetto alle esigenze cautelari, che ritiene cessate nel momento in cui gli indagati sono stati perquisiti. «Mi auguro – afferma – che l’interrogatorio di garanzia possa essere sufficiente per ottenere la revoca dei domiciliari, altrimenti andremo al Riesame». Ai giudici del Riesame si affiderà anche Pedicini, mentre Dell’Agnolo sta ancora valutando le strategie difensive.
Ha già le idee chiare, invece, il sindaco di Porcia, Stefano Turchet, che annuncia la costituzione di parte civile se si andrà a processo. «Abbiamo subito un danno di organico, economico e di immagine – afferma – I funzionari e amministratori di Porcia non sono coinvolti. Abbiamo indetto il concorso per un posto di agente della municipale da destinare a Caneva in qualità di Comune capofila. Il primo danno è economico, perchè la commissione ha percepito un gettone. Se l’iter dovesse essere invalidato, dovremo indire una nuova selezioni accollandosi ulteriori costi».
Cancian era in ufficio
Lo shock di Ceraolo

Venerdì 1 Luglio 2011, il gazzetino
SACILE – È stata una giornata difficile quella di ieri. Il comandante della Polizia Municipale, infatti, Luigino Cancian è stato arrestato mentre era nel suo ufficio. La “visita” dei carabinieri non è certo passata inosservata. Da quel momento in poi si sono susseguiti una serie di attimi concitati: l’annuncio al sindaco Roberto Ceraolo, l’incontro intorno con il comandante della Compagnia dei carabinieri di Sacile, Pierluigi Grosseto e poi la giunta urgente.

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Venerdì 1 Luglio 2011,
Era entrato come ogni mattina al suo posto di lavoro il comandante Luigino Cancian. Intorno alle 8.30 era impegnato nelle pratiche quotidiane nel suo ufficio di piazzetta Manin. Ma a differenza di tutte le altre mattine qualcosa stava per accadere, un ciclone che si stava per abbattere sul Comando del Corpo intercomunale di polizia locale Sacile-Caneva. È arrivato con i carabinieri del Nucleo investigativo: una «visita» passata inosservata fino al momento dell’arresto e all’uscita di Cancian. Da quell’ora in poi si sono susseguiti una serie di momenti concitati che vanno dall’annuncio al sindaco Roberto Ceraolo, che ieri alle 9 era all’ospedale di via Ettoreo, il precipitarsi del primo cittadino in Municipio e l’incontro intorno alle 11 con il comandante della Compagnia dei carabinieri di Sacile, Pierluigi Grosseto. Poi la giunta urgente convocata da Ceraolo per presentare la questione ai suoi assessori e le chiamate a tutti i capigruppo. «Un fulmine a ciel sereno – ha detto il sindaco di Sacile – L’amministrazione non è minimamente coinvolta, visto che come è noto i fatti contestati sono estranei alla nostra macchina comunale. Siamo dalla parte della legge e lasciamo che le indagini facciano il loro corso e facciano luce sull’accaduto». Immediato, come prevede la procedura, è scattato il provvedimento di sospensione per il comandante Luigino Cancian, che da poche settimane era passato da capo del solo comando di Sacile, a comandante del Corpo intercomunale Sacile-Caneva. «Un atto dovuto – sottolinea Ceraolo, che si occupa anche del Personale – come dovuta anche la comunicazione di quanto accaduto ai dipendenti, data nell’ambito del ritrovo per il saluto a Maria Rosaria Ambrosino, impiegata comunale che va in pensione».
Sulle facce dei dipendenti comunali e degli assessori si leggeva solo tanta incredulità. «Gli inquirenti stanno facendo il loro lavoro e attendiamo con fiducia – ha detto l’assessore Vannia Gava – Ho avuto modo di conoscere il comandante professionalmente e lo considero una persona ligia al dovere e disponibile». «Umanamente ci dispiace molto per la notizia che si abbatterà anche su tutta la sua famiglia – ha detto l’assessore al Commercio Arianna Sabato, che da oltre due anni lavora con Cancian, referente area Commercio – attendiamo comunque con fiducia la conclusione del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura e restiamo in attesa». In attesa del lavoro degli inquirenti anche le opposizioni con il consigliere Robert Cappuzzo, già sindaco di Sacile, che non ha mai fatto mistero del suo rapporto difficile con il comandante Cancian, difficoltà che lo avevano spinto anche a tentare un cambio al vertice del comando sacilese con la manovra del consorzio Aster. «Dobbiamo aspettare la fine delle indagini – dice Cappuzzo – ma se dovesse essere confermato quello che abbiamo saputo in queste ore dispiacerebbe molto. Purtroppo la vicenda metterebbe in evidenza quella distonia tra i compiti svolti, in particolare la maniera in cui il comandante li portava avanti e l’indicazione che l’amministrazione gli dava. Questa applicazione della legge senza buon senso, un’inflessibilità invisa da alcuni sacilesi, ci aveva spinti anche a pensare al consorzio con Porcia e a un altro al vertice per il nostro comando».
«Conosco da diversi anni il comandante – dice il capogruppo del Pd, Gilberto Tomasella – e la notizia ci rammarica soprattutto perchè riguarda una persona che per quanto conosco è sempre stato un comandante professionalmente capace. Mi auguro che riesca a chiarire al più presto la sua situazione, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura. Attendiamo con serenità quel che sarà il giudizio della magistratura, fermo restando che finchè non c’e la sentenza definitiva resta la presunzione di innocenza».
Ma se la notizia in città ha ferito molti, forse molti di più sono i sacilesi che, come si vedeva nel pomeriggio dai commenti su Facebook, hanno addirittura gioito. «C’è chi ha la bottiglia in mano», «chi la fa l’aspetti», «ora un nuovo rinascimento per Sacile» e via via frasi poco piacevoli.

 

altro :http://www.lunardelli.org/2011/01/24/da-la-tribuna-depuratore-di-cordignano/

4 thoughts on “arrestato il comandante Cancian dei vigili di sacile

  1. La trasparenza nella comunicazione giornalistica andrebbe migliorata. Qui ad Oderzo ci sono quattro ragazzi che portano lo stesso Nome e Cognome: Alessandro Furlan, tutta la città sta parlando di questo fatto ma di certo almeno tre persone sono innocenti e tre famiglie sono messe ingiustamente alla berlina. Cosa deve fare il cronista? essere meno invadente e limitarsi a pubblicare le sole iniziali e basta. Fossi io farei querela immediatamente al Giornale e al cronista per una questione di giustizia.

  2. C’è ancora lo Stato . C’è ancora da credere che la democrazia esiste . Era ora !!! Lo abbiamo segnalato più volte per tante cose, ma le Istituzioni sembrano sorde . Il Comandate Cancian , come si può vedere dal nostro sito, non ha mai difeso l’ambiente, le nostre terre e le sue genti . Ha sempre seguito altre cose . Con la nuova normativa sulla valutazione dei Dirigenti serebbe sicuramente bocciato per le cause in corso con subalterni . Bisogna guardare non solo questo caso, ma tutto il suo passato . Se noi come associazione abbiamo riscontrato tante anomalie non avendo acesso agli atti chissà cosa c’è . Speriamo che le indagini continuino su tutti i fronti che si attivino la Corte dei Conti, il Ministero dei Trasporti e la Guardia di Finanza . Buona lavoro a tutti i funzionari , perché questa è l’unica strada per ridare credibilità alle Istituzioni alla Politica . info@vasfvgaltolivenza.ithttp://www.VasFvgAltoLivenza.it

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