cancellato il SISTRI

Roma, 19 ago. (Ign/Adnkronos) – Il Sistri, il nuovo sistema di tracciamento digitale dei rifiuti che avrebbe dovuto entrare in vigore dal prossimo 1 settembre, è stato ufficialmente abolito. Il decreto (n° 138/2011) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 agosto in seno al capitolo sulle “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”.

Gli imprenditori non avranno quindi più l’obbligo di adeguarsi ad un sistema che sin dall’inizio ha dato adito a polemiche e perplessità circa il suo reale funzionamento e che comportava due annualità di contributi da versare al Ministero dell’Ambiente.

Il provvedimento è ora in attesa di conversione in legge per il definitivo stop al sistema. Il decreto infatti abroga a effetto immediato il comma 2 lettera A dell’articolo 188-bis, l’articolo 188- ter e l’articolo 260-bisdel D.Lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

“L’abolizione del Sistri, del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, rappresenterà una forte semplificazione della vita dell’impresa. Era stato, in maniera un po’ eccessiva, esteso ad una serie di soggetti, tipo gli artigiani, che avrebbero dovuto avere degli oneri e delle complicazioni”. Lo ha spiegato il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi.

Con l’abolizione del Sistri resterà in vigore l’attuale sistema di gestione dei rifiuti speciali: registro di carico e scarico, formulari di trasporto e il MUD “Modello Unificato di Dichiarazione” annuale dei rifiuti.

L’abrogazione del Sistri è ”un regalo alle ecomafie”, ma ”questa storia si chiarirà in Parlamento”. Stefania Prestigiacomo, in un’intervista a La Repubblica, non nasconde la contrarietà sul provvedimento ma non fa un passo indietro: ”Non se ne parla proprio”, replica a chi chiede le dimissioni da ministro dell’Ambiente.

”Cancellare il Sistri, magari per rendere la vita più facile alla categoria dei parrucchieri, è un errore gravissimo, una follia”, dice. ”Quanti predicano legalità e rigore dovrebbero farsi un esame di coscienza e capire che stavolta hanno fatto un regalo alle mafie”.

 

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