cancian aveva scoperto le microspie

Martedì 5 Luglio 2011,
PORDENONE – Con le perquisizioni e gli avvisi di garanzia notificati il 18 giugno agli indagati, la Procura voleva “congelare” la graduatoria del concorso per vigili urbani indetto dal Comune di Porcia, impedire che il reato avesse ulteriori conseguenze attraverso eventuali assunzioni. L’indomani il pm Piera De Stefani si è però trovata a gestire una nuova situazione: Francesco D’Angelo avrebbe cercato appoggi tra alcuni superiori, mentre Luigino Cancian scopre e scollega le microspie piazzate nel suo ufficio di comandante della polizia municipale di Sacile. Il timore che gli indagati possano concordare una linea difensiva, spinge il pm a chiedere gli arresti domiciliari. Il gip Patrizia Botteri le accoglie parzialmente. Ritiene che Cancian, Zucchiatti e D’Angelo abbiano dimostrato una «sicurezza» tale da far pensare di aver già agito in simili circostanze. Per i due beneficiari – Stefano Lipizer e Alessandro Furlan – il gip respinge la misura cautelare, convinta che non vi sia il pericolo di inquinamento delle prove. A convicerla che quello di Porcia non sia un caso isolato, è anche il contenuto di conversazioni intercettate tra Cancian, un funzionario pubblico e un candidato a un concorso pubblico che aveva partecipato a un corso tenuto dal comandante di Sacile. Il candidato, promosso, avrebbe confermato che le «domande erano proprio quelle».

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