come non sabotare il vostro posto di lavoro

Parafrasando l’adagio del “pollo” al tavolo da poker, si potrebbe dire che se guardandoti attorno, non trovi il pettegolo nel tuo posto di lavoro, allora probabilmente lo sei tu.

Questa è la conclusione di uno studio nuovo e interessante riportato nella rivista Organizational Behavior and Human Decision Processes,  che suggerisce che le persone che cercano  nemici sul posto di lavoro troveranno ciò che stanno cercando, non fosse altro perchè sono proprio loro ad aizzare i colleghi contro loro stessi. Attraverso una serie di esperimenti progettati in modo molto intelligente, gli autori dello studio:  Jennifer  Carson Marr, Stefan Thau, Karl Aquino e Laurie J. Barclay- dimostrano una chiara relazione tra la motivazione per dimostrare che i colleghi stanno sparlando di te e un aumento della paranoia, tra i tuoi comportamenti sospetti e il rifiuto dei colleghi nei tuoi confronti.

Cioè, le persone che cercano di smascherare i nemici sul posto di lavoro rischiano di creare qualcosa che prima non c’era, perché le loro origliate, intercettazioni, lo snooping (spiare mail, chat anche con sofisticati controlli dei computer da remoto), e il pettegolezzo induce poi i colleghi effettivamente a sparlare di loro. Peggio ancora, i risultati del quartetto di studiosi suggeriscono che questo circolo vizioso,  porta a confermare il comportamento sospetto in una sorta di “profezia che si autoavvera”, ed è probabile che in questo modo portino le persone a respingere effettivamentei colleghi paranoici ogni volta che sia  possibile, per esempio, evitando di collaborarci.

Per le persone che non sono inclini a fantasie paranoidi sul lavoro, questi  risultati avranno probabilmente confermato la loro esperienza sul posto di lavoro. La maggior parte di noi ha avuto colleghi che insistono nel considerare il lavoro come una pericolosa combinazione tra la Guerra Fredda a Berlino Est,  un risiko ed un salotto . La strategia migliore per affrontare questi personaggi è spesso quello di evitare interazioni prolungate o in profondità quando possibile.

Ma se il vostro primo pensiero durante la lettura dello studio fosse cinicamente: ma davvero qualcuno sta cercando di farmi del male?-allora probabilmente potresti essere proprio tu il pollo al tavolo. E’ il caso di quei dipendenti che vengono richiamati per i loro comportamenti scorretti e se ne escono con un: chi, io?  Cioè, il concetto che salta fuori da questo studio non è tanto che si scopre di avere  dei pettegoli e facinorosi in ufficio. potrebbero, infatti,  lamentarsi  di te o fare di tutto per evitarvi, quanto, che loro stanno facendo tutto questo, o in parte, a causa dei  tuoi ingiustificati sentimenti iniziali  di minaccia o di esclusione, per non parlare del comportamento negativo (non salutare, rispondere male, battute che sono offese) che è sia conseguenza che motore delle loro azioni.

Per parafrasare un altro vecchio detto: Solo perché sei paranoico non vuol dire che non ci sia nessuno disposto a fotterti. Anzi, sono disposti a fotterti proprio perché sei paranoico!

E così la migliore strategia per affrontare i luoghi di lavoro con  potenziali “amici-nemici” (frenemies, neologismo americano) è quello di dare loro il beneficio del dubbio, anche se ti sembrerà di esporti a miserevoli figuracce. Per prima cosa, potresti rilevare che gli altri stanno spettegolando su di te semplicemente perché siete inclini a fare altrettanto! “Esistono prove fornite da altre ricerche, che le persone spesso fanno delle proiezioni  di se stessi sugli altri”, dice Aquino, professore presso la University of British Columbia Sauder School of Business, che è l’autore principale dello studio. “E c’è anche un settore della ricerca che dimostra che quando le persone fanno qualcosa di male agli altri sono fortemente motivate a razionalizzarla. Un modo per farlo è quello di trattare male le persone che intendono colpire,  in modo di fargli  provare ciò che si meritano ”

“Chi ha il sospetto ha il difetto” è proprio il caso di dire.

Ma c’è un’altra ragione-anche più umiliante che potreste sperimentare quale bersaglio sul posto di lavoro: un pregiudizio psicologico chiamato “effetto riflettore”, che è stato dimostrato alcuni anni fa  alla  Cornell University.  In una serie di esperimenti che erano sia divertenti che  rivelatori, i ricercatori hanno dimostrato che gli esseri umani sovrastimano  in modo consistetente la misura con cui gli altri pongono  attenzione su di loro. “La lezione chiave non è che le persone che stanno prestando attenzione a voi sono meno di quanto si pensi; è che si sta prestando troppa attenzione a quello che voi pensate che la gente pensi di voi. ”

In altre parole: “Potrebbe essere meglio ignorare gli impulsi che ti dicono che sei la vittima del complotto dell’ ufficio”, dice Aquino. Questo è un buon consiglio. Perché c’è una buona probabilità che il danno in cui si può incorrere avendo omesso di essere “vigili” (=paranoide) sarà nulla in confronto ai benefici di quando i tuoi colleghi lentamente inizieranno a rendersi conto che non sei quel tale bastardo, pettegolo subdolo che sembravi, dopo tutto.

liberamente adattato da TIME http://moneyland.time.com/2012/08/08/how-not-to-sabotage-yourself-at-work/

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