concorso truccato: il tribunale del riesame si riserva la decisione

Mercoledì 20 Luglio 2011,
PORDENONE – Un’ora e mezza di discussione per scardinare l’ordinanza di custodia cautelare che da quasi tre settimane costringe i comandanti Luigino Cancian (Sacile), Leonardo Zucchiatti (San Daniele) e il sottufficiale della municipale di Pordenone, Francesco D’Angelo, agli arresti domiciliari per aver favorito due candidati al concorso per un posto di vigile urbano a Caneva. Il Tribunale del Riesame si è riservato la decisione. Le difese – gli avvocati Paolo Dell’Agnolo, Bruno Simeoni e Antonio Pedicini – sembrano fiduciosi. Anche perchè il giudice relatore – rimarcano – «ha evidenziato un errore concettuale nel capo di imputazione»: gli stessi fatti sono imputati per concorso a tutti e tre gli indagati, mentre il relatore distingue tra due episodi, uno tra Cancian e Zucchiatti per il candidato Stefano Lipizer, l’altro tra Cancian e D’Angelo per Alessandro Furlan. I difensori hanno poi rilevato l’insussistenza delle esigenze cautelari e contestato la qualificazione giuridica dei fatti. Ai tre si contesta il terzo comma dell’articolo 326, rivelazione e uso di segreti di ufficio, previsto per il pubblico ufficiale che si avvale illegittimamente di notizie di ufficio che debbono rimanere segrete. Se ne ricava un profitto patrimoniale rischia dai 2 ai 5 anni, nel caso cagioni ad altri un danno ingiusto arriva fino a 2 anni (solo per la prima ipotesi è prevista la misura cautelare). Secondo i legali dei tre indagati, la vicenda si inquadra nel primo comma, quando un pubblico ufficiale rivela notizie d’ufficio o ne agevola la conoscenza (da 6 mesi a 3 anni). Se il Riesame dovesse accogliere questo orientamente, lo scenario cambierebbe anche ai fini della misura cautelare.

 

Rispondi