diario di pendolare temporaneo – 2

non mi è chiaro il rapporto tra trenitalia e la Regione, sta di fatto che ogni volta che si sale in vagone a Pordenone la voce dell’altoparlante interno scandisce chiaramente la presa per il culo verso la Regione FVG: “si avvisa che alcune carrozze di questo treno non effettuano servizio da Udine a Sacile secondo quanto previsto dalla convenzione con la Regione Friuli Venzia Giulia”. Molte volte mi sono lamentato dell’inutilità degli avvisi scritti appicicati su tutti i muri di enti pubblici, avvisi che nessuno leggerà mai, ma MAI mi era capitato di assistere ad AVVISI SONORI completamente inutili nonchè paradossali, se sono in Friuli proprio nella tratta Udine – Sacile cosa mi interessa sapere che ci sono delle carrozze che non ci sono! Cioè ci sono delle carrozze che non fanno servizio tra Sacile e Udine, quindi non ci sono, E non posso salirci. Potrebbe interessarmi se fossi a Venezia e dovendo arrivare in Friuli dovrei stare attento a non salire sulle carrozze che si fermano prima di Sacile ma no, loro ce lo fanno sentire in Friuli per farci capire che la nostra Regione non ha voluto due vagoni in più. L’altra perla che mi è capitato di ascoltare è stata una frase in inglese che diceva pressapoco così ” ci scusiamo ma il sistema di riscaldamento non viene messo in fuznione come previsto dalla convenzione con la Regione FVG” essendo Agosto nessuno aveva previsto di dover accendere il riscaldamento ma un’estate piovosa e fredda come questa non s’era mai vista e così le ferrovie si sono sentite in dovere di dare la colpa alla regione se non potevano accendere il riscaldamento… però solo in inglese.
Beh dai, siamo seduti in treno. Vi siete mai chiesto quel’è il posto più sicuro dove sedersi? io me lo sono chiesto e mi sono chiesto anche perchè non ci siano le cinture di sicurezza ai sedili ma vabbè lasciamo stare. Mi pare che il posto più sicuro sia quello appena entrati con la schiena appoggiata nel senso di marcia, quindi alla fine quello che guarda il fondo il treno. In caso di incidente la schiena ben protetta. E dovrebbe essere confermato dal fatto anche che spesso è anche il posto riservato alle donne in gravidanza, mutilati, invalidi ecc.
l’arrivo a Mestre deve essere ben pianificato. Ci sono 11 minuti a disposzione prima del treno in coincidenza per Padova. Io vorrei alzarmi per ultimo dal mio sedile con la calma che mi contraddistingue ma non posso permettermelo, al primo che si alza per andare alla porta ad aspettare il fermo treno, lo faccio anche io. Scendere per secondo va bene, ma scendere dopo una famiglia con passeggini, bambini riluttanti, o suore sovrappeso con valige abnormi (ma cosa ci mettono dentro, non hanno fatto voto di povertà? hanno un unico vestito! boh) ecco scendere dopo di loro mi mangia dai 15 ai 30 secondi. Io voglio andare a prendere il caffè! e sono già rimasti solo 10 minuti, perchè bisogna anche raggiungerlo il bar della stazione, che come ho già detto dovrebbe trovarsi esattamente davanti alla porta del mio vagone. la fila alla cassa è una lotteria, dipende da quanti treni sono arrivati prima del mio, perchè è quasi sicuro che del mio treno, il primo sono io.
Sembro Fantozzi, pronti i soldi precisi sulla mano, tessera fedeltà sull’altra, scontrino e poi via verso il banco. Sono le sei e quranta e i caffè e croissant vanno fuori a raffica, per questo motivo crea un silenzio imbarazzante la richiesta di un uomo sulla quarantina maglione alla fornaio Banderas ma non con i stessi soldi in tasca e chiede “due birre grandi e due brioches” la cassiera guarda l’altra e dice che faccio? e l’altra alzando le spalle, “non possiamo non darglielo” in realtà credo che somministrare alcolici alle persone in evidente stato di ubriachezza sia reato ma forse mi sbaglio.
Restano pochi minuti, quelli giusti che servono per arrivare al binario 6 dove arriva il Regionale Veloce per Bologna, prima fermata Padova. Questa volta devo andare alla ricerca dell’ultimo vagone perchè quando scendo a Padova devo raggiungere in fretta il deposito delle biciclette che si trova proprio all’estrema sinistra della stazione.
Il treno per Bologna per me resta un mistero come venga gestito dalle Ferrovie. Spessissimo è in ritardo, una mattina addirittura di 20 minuti. Il ritardo normale è di 10 minuti, ma dico, il treno parte da Veneza S. Lucia, cioè una decina di chilometri prima. E’ mai possibile accumulare 1 minuto di ritardo ogni chilometro?
Mi siedo nel nuovo vagone per Padova. La prima cosa che faccio da seduto è il cambio di chiavi: via dalle tasche quella dell’auto, e prendi il mazzo di Padova, cioè: chiave lucchetto mio, chiave luccheto park, telecomando sede ufficio, chiave Ufficio. Quando andavo su e giù con la mia bici pieghevole, questo era il momento in cui la preparavo, la montavo pronta per essere usata già nei corridoi della stazione. Non mi pare sia vietato, non l’ho mai trovato scritto, però è pericoloso che certa gente vada in giro in bici in mezzo la folla, soprattutto se quello sono io.
La seconda cosa che faccio appena seduto è prendere il telefono e dare il buon giorno alla mia dolce metà che mi agggiorna sulla qualità del sonno e dello stato di coscienza/incoscienza dei ragazzi. Gli orari di partenza del pulmino e lo stato del traffico di Pordenone all’ora di punta del mattino.
Se il treno è puntuale il mio tragitto in bici dal park all’ufficio è anche veloce, mentre, se il treno è in ritardo, secondo la legge di Murphy anche le altre coincidenze andranno male, più traffico e soprattutto passaggio a livello chiuso. I passaggi a livello sono due, uno dotato di sottopasso per le bici che però porta via 1 minuto in più e una decina di Kcal per la salita e discesa e l’altro invece completamente sprovvisto di qualsiasi alternativa. Fu proprio il mio primo giorno a Padova che trovai chiuso sia il primo che il secondo sottopasso. Il primo lo superai col sottopasso ma il secondo lo superai col “sottosbarra”

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