Elogio dell’introverso

Elogio dell’introverso

Ho sempre avuto una sottile invidia per gli estroversi. Restavo a bocca aperta davanti agli amici che riuscivano a raccontare una barzelletta dopo l’altra facendo ridere tutti, o a quelli che in ogni discussione avevano sempre la risposta pronta o per quelli che sapevano come tenere banco durante le cene. Una sottile ammirazione che mi rodeva e che poi fu il motore per adeguarmi lentamente al modello socialmente più accettato. Così da giovane imparai a spese di ignari bambini, a fare il simpatico,  poi con i più grandicelli imparai a “tenere il gruppo” e poi con gli adulti, imparai a coordinare e parlare in pubblico. Fu memorabile la battuta del mio amico Giancarlo che a vent’anni mi definì “un timido pentito”. Mai altra definizione fu più azzeccata.

Però ho sempre vissuto questa trasformazione come una forma necessaria di violenza su me stesso e quando decisi di fare politica in un partito vero e proprio, mi trovai davanti alla cruda realtà che in quel campo non era possibile continuare a simulare la estroversione, lì in politica, se non hai la battuta pronta non puoi reggere il confronto con l’altro. Così decisi che avrei salvato il mondo in altro modo, magari facendo bene il mio lavoro.

Finalmente scopro che anche altri come me si sono riconciliati con la propria natura ed ho trovato anche qualcuno che ci ha scritto sopra un libro: Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking di Susan Cain (Silenzio. Il potere degli introversi in un mondo che non può smettere di parlare). Così ho trovato conferma che non sono sbagliato io, perché l’introversione è stata terribilmente sottostimata dalla cultura dominante e scopro che molti uomini e donne sono diventati leader pur essendo degli introversi, giusto per citarne alcuni: Michael Jordan, J.K. Rowling, Christina Aguilera, Bill Gates, Barack Obama.

Ecco definiti alcuni aspetti in cui l’introverso è sicuramente più performante dell’estroverso:

  1. rapporti profondi – mentre l’estroverso è più bravo a fare amicizia con tutti, l’introverso è sicuramente la persona con la quale puoi costruire, come amico o come collega, un rapporto profondo, basato sulla fiducia sul reciproco supporto e rispetto.
  2. il bello della solitudine – l’introverso dà sicuramente il meglio di sé nella ricerca o nella elaborazione e pianificazione di progetti. In un periodo in cui il teamworking sembra essere la soluzione per tutto, esiste sempre un terreno in cui un lavoro deve essere svolto in solitudine per poter trovare le giuste risposte.
  3. pensa quel che dice – L’introverso, prima di inserirsi in una discussione pensa esattamente cosa dire, come dirlo e quando dirlo affinché il suo intervento possa essere utile. La più classica espressione urlata dagli estroversi è: “io dico quel che penso!” quella degli introversi è “io penso quel che dico”.
  4. spazio alla creatività – J.K. Rowling era sola in treno quando nella sua mente cominciò a formarsi “il concept” di questo maghetto che le trasformò poi la vita. La creatività ha bisogno di tranquillità, solitudine, astrazione. Non vuol dire essere eremiti, si può essere soli anche in mezzo ad una bolgia, nessuno meglio di noi lo sa.
  5. non salta alle conclusioni – l’introverso è lungo nelle decisioni. Si prende tempi per la valutazione, è sicuramente un tergiversatore ma quando ha deciso ha sicuramente fatto la scelta più giusta e difficilmente torna indietro, ma non per “partito preso” come gli sciocchi, ma perché ha già valutato tutte le alternative. Non cede alla tentazione delle scorciatoie, non si lascia impressionare dalle apparenze, non accetta la soluzione più banale, non salta alle conclusioni.
  6. conosce i propri limiti. Quel  “guardarsi dentro” che fa dalla nascita, consente all’introverso di riconoscere e sapere dove non può arrivare. Riesce quindi a chiedere aiuto per affrontare territori che non conosce. L’umiltà è sicuramente un suo grande difetto.
  7. stile di lavoro unico – molti introversi sono leader.  Il loro fascino non è nel numero di parole che sparano al minuto e nemmeno nella potenza delle loro urla, ma nel modo, nella carica, nella energia con cui trasmettono le loro idee, il loro stile.
  8. rispettosi – poichè in genere hanno lottato per emergere in un mondo di urlatori e parolai, gli introversi hanno rispetto dei diversi modi di lavorare, dei comportamenti e delle preferenze altrui.
  9. persistente – l’introverso non si arrende facilmente. Ha fatto pratica continuando a ribadire il suo pensiero nonostante il casino e la cacofonia creata dagli estroversi
  10. ascoltano – gli introversi sono dei fantastici ascoltatori. Non interrompono mai, ascoltano con la massima attenzione, è un ascolto attivo, empatico, estraggono tutto ciò che gli altri vogliono comunicare.

One thought on “Elogio dell’introverso

  1. Grazie per lo stimolo. Aiuta tra l’altro a riconoscere aspetti personali che probabilmente ciascuno ha sommerso nelle vicende biografiche e a considerare in modo meno superficiale le persone intorno a noi

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