francesco d’angelo è stato interrogato

Sabato 16 Luglio 2011,
Francesco D’Angelo, il sottufficiale della polizia locale di Pordenone coinvolto nell’inchiesta sul presunto concorso truccato di Porcia, è stato interrogato in Procura. Ieri pomeriggio, assistito dall’avvocato Antonio Pedicini, ha risposto alle domande dei pm Federico Facchin e Piera De Stefani, titolari del fascicolo.
L’interrogatorio, chiesto dallo stesso indagato, è durato quasi due ore, dalle 15.30 alle 17.15. D’Angelo era sereno. Ha raccontato la sua verità senza negare alcuni comportamenti. Ha riferito su tutto ciò che lo riguarda in relazione alle contestazioni della Procura, che gli imputa di aver avuto contatti con il comandante della municipale di Sacile, Luigino Cancian, per poter anticipare a un candidato le tracce e le domande delle prove d’esame per un posto di vigile urbano a Caneva, nell’ambito del concorso indetto dal Comune di Porcia. D’Angelo avrebbe favorito il nipote Alessandro Furlan di Oderzo. Su questo ha riferito. «Non aveva null’altro da dire», afferma il suo difensore per sottolineare che la posizione di D’Angelo è distinta rispetto a quella del coindagato Leonardo Zucchiatti, comandante della municipale di San Daniele.
Lunedì Pedicini presenterà un’istanza di revoca degli arresti domiciliari. «La versione di D’Angelo è cristalizzata nell’interrogatorio – spiega – È stato sentito in condizioni di assoluto isolamento, perchè è ai domiciliari da due settimane e non poteva concordare una versione di comodo con gli altri due indagati».
Gli altri due indagati non hanno chiesto di essere interrogati dai pm, nè lo ha fatto la Procura (Zucchiatti, tuttavia, si era sottoposto all’interrogatorio di garanzia davanti al gip). Non sono stati ancora sentiti nè Furlan nè l’altro candidato indagato, Stefano Lipizer di Moruzzo. «Questo – commenta Pedicini – non può giocare a sfavore del mio assistito».
Martedì, intanto, il caso sarà valutato dal Tribunale di Trieste. Contro la misura cautelare che dispone gli arresti domiciliari per Cancian, D’Angelo e Zucchiatti è stato fatto ricorso da tutte e tre le difese.

 

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