Hera-Acegas, decolla la fusione

Hera-Acegas, decolla la fusione

Michela Finizio 

Hera e Acegas approvano oggi il progetto di fusione. Prende forma, così, la madre di tutte le multiutlity del Nord e si conclude una puntata del risiko societario che da mesi coinvolge le ex-municipalizzate italiane. L’accordo preliminare è stato raggiunto venerdì scorso (data dell’ultimo incontro) a Trieste, sottoscritto dai rispettivi manager dei due gruppi e dai sindaci dei Comuni azionisti.
Da un lato c’è Acegas-Aps, controllata dagli enti locali di Padova (49,9%) e Trieste (51%) tramite Aps Holding. Dall’altro c’è Hera, controllata per il 51% dal sindaco di Imola, presidente del patto di sindacato. L’intesa per dare vita a una delle principali multiutility italiane verrà ratificata oggi dai consigli di amministrazione, convocati nel primo pomeriggio, cui seguirà giovedì il patto di sindacato di Hera. Toccherrà poi ai numerosi Comuni coinvolti (186 quelli di Hera) dare il via libera definitivo all’operazione, che diventerà efficace non prima del 2013.
L’accordo c’è, sia sui concambi sia sulla governance, e arriva prima del previsto: risale a metà giugno scorso l’impegno delle parti a chiudere entro 90 giorni l’accordo, definendo i dettagli della fusione. Il valori e la quota di conguaglio restano ancora riservati. Le comunicazioni ufficiali arriveranno al termine dei Cda, a Borse chiuse.
L’integrazione avverrà tra Hera e Aps Holding: l’utility emiliana subentrerà ai Comuni di Padova e Trieste nelle quote di Aps Holding, offrendo in cambio un “pacchetto” che è stato oggetto finora di negoziati. La trattativa in esclusiva «è andata nel migliore dei modi», fanno sapere entrambe le parti e a quanto si apprende sarebbero confermati alcuni dettagli ormai definiti. Il concambio di azionariato non supererà il 16%, in una forbice tra il 13 e il 16% del capitale (pari a una partecipazione dei due comuni, Padova e Trieste, nella nuova Hera intorno al 7 per cento); una parte di valore sarà dato in cash, in milioni di euro, ai due Comuni che controllano Aps Holding; la sede legale resterà in Friuli, a Trieste. Hera dovrebbe così rilevare il 62,9% di Acegas, detenuto da Padova e Trieste attraverso Aps holding, tramite una fusione per incorporazione. Fino a venerdì restava ancora aperto il dibattito su management e rappresentanza. Gli attuali vertici di Acegas-Aps, in scadenza ad aprile 2013, sono il presidente Massimo Paniccia e l’amministratore delegato Cesare Pillon. Sembra definito ormai l’equilibrio del futuro consiglio di amministrazione: due dovrebbero essere i posti assegnati, uno a Padova e l’altro a Trieste. Quattro i voti dati ad Acegas-Aps nel patto di sindacato.
Alla vigilia dell’accordo, il titolo Acegas ha chiuso in Borsa a 3,57 euro (-3,25%), mentre Hera cede il 2,32% a 1,008 euro. Presto la nuova Hera dovrà mettersi alla prova: all’orizzonte c’è la gara per il ciclo dell’ambiente con relative utility del comune di Torino e quella per la realizzazione dell’inceneritore di Trento.

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