il Lumacuore

logo lumacuoreEra il 25 aprile 2010 e con famiglia al seguito ci eravamo accampati all’ombra delle acace della comina per il primo picnic dell’anno. Dopo aver combattuto con le formiche, il vento, i bambini piagnucolosi, ci incamminammo per una passeggiata. E come sempre allontanandosi dall’ombra degli alberi, apparirono le nostre splendide montagne. Fu quasi una allucinazione a farci guardare e riguardare la montagna che sembrava riportare scolpito sul verde un disegno a forma di cuore. Non l’avevamo mai visto prima, cosa poteva essere?

Nei giorni successivi, andando in giro per lavoro e tornando da Padova, appena il Piancavallo si mostrava allo sguardo ecco apparire ancora quel profilo di cuore, non era dunque una manifestazione temporanea. Dico:  se fosse un messaggio pubblicitario l’avrebbero pensata veramente grande; un simbolo, un brand, che si vede da tutta la pianura friulana. Qualche settimana dopo, in uno di quei viaggi che si fanno per addormentare i bambini, abbiamo voluto salire  al Piancavallo in direzione di questo mega “cuore”.  Man mano che ci avvicinavamo il tracciato appariva proprio come qualcosa di concreto ed il sentimento che cominciava a prendere posto dentro di me era ” chi mai avrà avuto questa idea e quante energie sono state necessarie per fare un’opera del genere?” e ancora… “certo, le energie impiegate saranno state molte ma effettivamente questo è un messaggio che va lontano, è arrivato fino in fondo alla pianura” .

Arrivammo sul posto ma ci accorgemmo che non era possibile raggiungere in auto il cuore… ma fu li che incontrammo Stefano, un amico, e scoprimmo che era anche lui lì per il cuore, da protagonista, lo stava costruendo. Non feci fatica a crederlo, solo un ingegnere come lui poteva tracciare sulla montagna le curve di questo immenso cuore. Mi disse che era un LUMAcuore e mi spiegò, urlando da un finestrino all’altro dell’auto, di Laura Trevisan, di Gandhi, della marcia della pace.

Tornando a casa dissi che sarebbe stato bello aver fatto parte di questa opera d’arte, di land art per la precisione, e iscrivendomi subito al gruupo di facebook imparai che il lavoro non è finito. L’opera è aperta al contributo di chiunque. chiunque può raggiungere il posto alle pendici della castaldia, prendere un sasso e metterlo sopra le lenzuola. Un segno per dire “anch’io voglio fare qualcosa per fare avanzare il bene“. La lumaca si muove lenta, ma procede sempre.

maggiori info su www.lumacuore.com e www.lauratrevisan.it/lumacuore

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