il tycoon che cominciò a perdere con il televoto

articolo di Piergiorgio Paterlini http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/05/31/e-questa-maledetta-notte-dovra-pur-finire/trackback/

Berlusconi non ha cominciato a perdere ieri, a Milano Napoli e in altre cento città. Ha cominciato a perdere a Sanremo (il Festival, non il Comune), il 19 febbraio.
Roberto Vecchioni ha vinto Sanremo 2011 cantando «per l’operaio che non ha più il suo lavoro / per chi ha vent’anni e se ne sta a morire / in un deserto come in un porcile / e per tutti i ragazzi e le ragazze / che difendono un libro, un libro vero / così belli a gridare nelle piazze / perché stanno uccidendo il pensiero». Se non è il manifesto poetico dell’antiberlusconismo questo. Una canzone che poi nel ritornello si augurava «che questa maledetta notte dovrà pur finire».

Le canzonette non fanno la rivoluzione – e nessuno glielo ha mai chiesto, a dir la verità – non cambiano la vita. Ma la migliorano, qualche volta la anticipano, spesso, molto spesso, la raccontano a noi stessi come nessun’altra cosa, con quel linguaggio così universale, semplice ma anche misterioso, e sembra che le abbiamo scritte noi ma noi non saremmo mai stati capaci di scriverle.
Dovremmo dare più retta alle canzonette.

Berlusconi è stato sconfitto prima che dal voto da un televoto. Oh ragazzi – come direbbe Bersani – che lezione, che contrappasso. Che beffa.

 

 

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