intervista a carlo mucignat

I migliori risultati si ottengono con il dialogo e la collaborazione

Carlo Mucignat a tre anni dalla elezione

Il futuro nella partecipazione e nei giovani

 

 

 

Carlo Mucignat non è un politico puro, non proviene da una esperienza di partito ma da una grande esperienza in azienda e nelle associazioni. A tre anni dall’elezione a sindaco (della città) di Cordenons abbiamo voluto capire come ha vissuto questo nuova esperienza.

Abbiamo raccolto in alcuni punti essenziali l’intervista a ruota libera.

 

I rapporti umani

E’ stata una esperienza completamente nuova. E’ vero non sono un politico puro, sono un cittadino che ha dato la propria disponibilità ad amministrare la città nell’interesse dei concittadini e nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, tutto quello che facciamo è riferito al nostro “cliente”(utente) che è il cittadino.

La cosa più sconvolgente è stato il rapporto con le migliaia di persone che si incontrano in municipio, nelle associazioni, negli incontri pubblici, nelle istituzioni. Da questi incontri emerge il grande bisogno delle persone ad essere ascoltate e la grande fiducia verso la figura del sindaco del loro paese.

Riorganizzazione della macchina comunale

Tenendo presente che noi amministriamo al meglio i soldi di tutti, per prima cosa abbiamo sistemato dal punto di vista organizzativo la macchina comunale. Senza badare a simpatie o antipatie ma per poter dare risposte rapide ai bisogni dei cittadini e ad un costo inferiore. . Una recente statistica ci fa sapere che le “leggi Brunetta” hanno ridotto l’assenteismo del 90% a Fiume Veneto, del 40 a Pordenone e da noi solo del 10% vuol dire che le ottimizzazioni erano già state fatte e che i nostri sono dei funzionari coscienziosi e motivati.

Mantenere buoni rapporti

Dopo aver impostato la nostra macchina comunale, abbiamo cercato di creare attorno al comune una serie di “alleanze” che ci permettessero, ancora una volta, di migliorare il servizio al cittadino utilizzando le sinergie tra enti. Devo dire che con Pordenone non c’è stata l’intesa che mi aspettavo e avrei voluto, ma che abbiamo trovato in San Quirino, San Giorgio della Richinvelda e Zoppola i partner giusti per poter fare dei progetti attorno al tema comune della tutela del nostro territorio. Con questi Sindaci abbiamo creato l’ASTER e grazie ai finanziamenti che la regione prevede in questi casi, abbiamo potuto fare 6 convenzioni tra i comuni per risparmiare su alcuni servizi, quali la polizia municipale, i servi tecnici e soprattutto gli interventi per la tutela e valorizzazione dei magredi e delle risorgive.

Sistemazione delle finanze

Un grande impegno è stato profuso per la sistemazione delle finanze comunali. Il Comune era abbondantemente indebitato ma altre opere dovevano essere eseguite. Anche in questo caso la nostra strategia è stata il dialogo e la ricerca di collaborazioni per soluzioni alternative. Per la viabilità abbiamo coinvolto sia la Regione che la Provincia ed in questo modo siamo riusciti a pianificare le opere come ad esempio il collegamento della zona industriale con la SS13. Abbiamo reperito finanziamenti per completare la Piazza e per Via Martiri della Libertà, per le scuole e per l’assistenza.

Ci siamo trovati a iniziare un rapporto pluriennale per la gestione molto costosa della pubblica illuminazione, ma che almeno ha consentito di rinnovare tutta l’impiantistica comunale, sanando situazioni fuori norma. Abbiamo fatto interventi per l’arredo urbano. Per l’ecomuseo la Regione ci ha dato un finanziamento di un milione e mezzo di euro. Insomma siamo riusciti a fare le opere senza dissanguare le casse comunali.

Cambio di guardia in Regione

Con il cambio di governo in regione alcuni progetti hanno subìto un rallentamento per consentire ai nuovi amministratori una riflessione. Ci aspettiamo comunque che quanto progettato vada avanti. Sarebbe oltremodo scorretto che i nuovi amministratori facessero saltare opere iniziate perché chi utilizza le opere sono i cittadini di tutti gli schieramenti quindi mi auguro che ciò non avvenga, altrimenti assumeremo una posizione molto dura. Assessori provinciali e regionali cordenonesi e pordenonesi sappiano distinguere ciò che è nell’interesse dei cittadini da quello dei partiti.

 

 

La crisi economica

Cordenons ha poche industrie che lavorano conto terzi, quasi tutte hanno un prodotto proprio, per questo motivo possono aver ridotto il lavoro ma nessuna ha chiuso. Molti sono invece i cordenonesi che lavorano fuori città ed alcuni presso aziende in grave crisi. Per taluni è scattata la cassa integrazione ma non si sono presentate a Cordenons gravi situazioni. La crisi ha ripercussioni su altri aspetti, ad esempio la nuova zona industriale stenta a decollare, gli imprenditori non sono nel momento migliore per fare investimenti, però proprio in zona industriale alcuni mesi fa abbiamo promosso un incontro tra esponenti della finanza, le banche, gli istituti di garanzia fidi, le associazioni di categoria e tutti gli imprenditori di Cordenons per dialogare e per poter affrontare nel migliore dei modi questi tempi difficili.

Lo sviluppo urbanistico

Prossimamente verrà approvata la nuova variante al piano regolatore generale secondo la lettera di indirizzo approvata all’unanimità in consiglio comunale. I cardini su cui si basano questi indirizzi sono: non ampliare la perimetrazione urbana, non sprecare territorio, razionalizzare ciò che è edificato, recuperare ciò che ha valore storico, dare impulso alle attività commerciali e industriali, mantenere un equilibrio tra le zone edificabili e quelli per edilizia popolare, tutelare il nostro territorio, i magredi le risorgive.

Le opere realizzate

Aver realizzato l’intervento di risistemazione urbanistica di via Sclavons è una grande soddisfazione, sia perché quando abbiamo preso in mano il progetto non c’erano neanche i soldi per pagare i progettisti, sia perché ora possiamo dire che questa è stata l’unica opera realizzata bene e nei tempi previsti dal cronoprogramma.

L’intervento al campo sportivo di Villa d’Arco è quasi concluso e le nuove tribune sono agibili.

Ritengo poi che il dialogo e la collaborazione portano sempre a grandi risultati, valga ad esempio il buon lavoro tra Comune, Regione e Parrocchia di S.Maria Maggiore che ha consentito di procedere verso la concessione per la costruzione del nuovo asilo Maria Bambina e nel contempo impegnare la Regione a garantire che il vecchio asilo possa essere ceduto alla Amministrazione Comunale evitando sprechi di risorse.

Anche la Parrocchia di S. Pietro ha ottenuto la concessione per l’ampliamento del proprio asilo.

Stanno per essere appaltati anche i lavori di costruzione di un nuovo palazzetto dietro il Centro Culturale, servirà anche per quelle le attività pubbliche che non possono aver luogo in caso di pioggia. Poi ci sono le opere che non si vedono perché sono sotto terra… ma sono indispensabili per salvaguardare le abitazioni: le opere di difesa idraulica che abbiamo realizzato in Piazza S.Pietro, in zona industriale, presso il depuratore e nella zona Makò.

 

Il futuro

Il futuro di Cordenons è nella tutela e sviluppo del proprio ambiente naturale. La recente visita all’ecomuseo di Ballenberg ha portato grande entusiasmo e la Proloco vuole diventare “regista” di questa operazione. Ma il futuro vero di Cordenons molto probabilmente è in quella che si chiama “partecipazione”: l’impegno di tutti per il bene comune, la passione per il proprio territorio, per il proprio lavoro, l’impegno pubblico con responsabilità e costanza. Concetti che speriamo vengano colti dalle nuove generazioni che si avvicinano al mondo della pubblica amministrazione anche attraverso il “consiglio comunale dei ragazzi”, strumento col quale mi auguro di essere attento ai bisogni dei giovani e propositivo nell’azione.

3 thoughts on “intervista a carlo mucignat

Rispondi