Intervista a Renzo Tondo

Abbiamo voluto porre alcune domande al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo. Ci avevamo già provato nell’ottobre scorso, però allora senza successo a causa dei suoi innumerevoli impegni. Lo abbiamo intervistato perché ci dicesse le motivazioni che hanno portato la Regione a tagliare più di otto milioni di fondi già assegnati al Comune di Cordenons per la realizzazione di opere che erano state approvate addirittura dalla amministrazione comunale precedente, che la Regione aveva finanziato e che da noi erano stati messi a bilancio.

1. In occasione dell’approvazione della finanziaria lo scorso autunno Lei è riuscito in un’opera assai difficile, in particolare in un momento di crisi economica come l’attuale: ha fatto assegnare dal bilancio statale alla nostra Regione un prima tranche di risorse dovuteci dal governo nazionale. Quali difficoltà ha incontrato?

Abbiamo avviato una serrata trattativa con il Governo per ottenere le compartecipazioni tributarie sui redditi dei pensionati dell’Inps che risiedono in Friuli Venezia Giulia. La strada, va riconosciuto, era stata aperta dal mio predecessore Riccardo Illy. Noi abbiamo però ottenuto i primi risultati concreti. Sappiamo bene che, dal punto di vista finanziario, stiamo vivendo un momento di difficoltà, e questo vale sia per le Regioni che per lo Stato. Il nostro è un atteggiamento responsabile, soprattutto sulla questione degli arretrati, nella consapevolezza però che c’è una sentenza della Corte costituzionale che ci dà ragione. Non lasceremo nulla di intentato, tanto che abbiamo anche deciso di impugnare la Finanziaria nazionale. Come Regione abbiamo ottenuto un importante tavolo tecnico con il Governo, all’interno di un percorso di più ampio respiro: puntiamo a confermare l’autonomia e la specialità del Friuli Venezia Giulia rafforzando il federalismo fiscale.

2. Per questa operazione ha avuto l’apprezzamento sia della maggioranza che dell’opposizione. Che valutazione politica dà di questa convergenza?

Tra maggioranza e opposizione c’è stata in Consiglio regionale in questa legislatura collaborazione e condivisione su diversi provvedimenti, e mi riferisco in particolare all’ampio consenso raggiunto sul “pacchetto” anticrisi varato dall’aula nell’estate scorsa. Di fronte a una situazione di difficoltà per l’economia e per la società del Friuli Venezia Giulia, provocata dalla crisi finanziaria globale, credo che un valore importante sia quello della coesione. Questo non significa che tutti la debbano pensare allo stesso modo, ma che ognuno si deve assumere le responsabilità per la parte che gli compete. Ciò vale per la maggioranza e per l’opposizione in Consiglio regionale, ma anche nei rapporti tra la Regione e gli Enti locali, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali.

3. In altre parole pensa che le scelte politiche di una maggioranza debbano corrispondere agli interessi degli “strati sociali” che hanno espresso quella maggioranza o invece quelli, possibilmente, di tutti i cittadini?

Pensare che le due coalizioni, quella di centro-destra e quella di centro-sinistra, si caratterizzino per rappresentare diversi e magari contrapposti “strati sociali” è un modo di ragionare antiquato e ideologico. La realtà è molto diversa: entrambi gli schieramenti sono fortemente interclassisti, pescano cioè i loro consensi in tutti gli “strati sociali”. Per esempio, se si andasse a vedere nel dettaglio per chi votano gli operai, ci sarebbe più di qualche sorpresa. Detto questo, il presidente di una Regione, così come il sindaco di un Comune, ha il dovere di rappresentare tutti i cittadini. E questo vale a maggior ragione dopo l’introduzione dell’elezione diretta, che rende il presidente e il sindaco rappresentanti dei cittadini prima ancora che dei partiti da cui sono sostenuti. Io mi sono sempre attenuto a questo principio.

4. Talvolta, ultimamente piuttosto spesso, vengono prese decisioni in particolare nella distribuzione delle risorse senza consultare gli eventuali interessati o tenerne conto dei problemi ma nel rispetto dei “superiori” interessi. Sono posizioni sempre condivisibili?

Nella distribuzione delle risorse la Regione ha molti meno margini di manovra politica di quello che normalmente si pensa. Ci sono le leggi e ci sono i regolamenti che stabiliscono nel dettaglio chi ha diritto e chi no a determinati finanziamenti, sempre che abbia un progetto e che presenti nei tempi e nei modi dovuti la domanda. Per quanto riguarda Comuni e Province, ricordo che le leggi e i regolamenti regionali vengono discussi preventivamente in un’apposita sede di consultazione istituzionale: il Consiglio delle Autonomie locali. La Regione ha sempre mantenuto un dialogo aperto con gli Enti locali, con le parti sociali e con le associazioni di categoria. Detto questo, la Regione non solo ha il diritto ma anche il dovere di compiere delle scelte di carattere generale, che tengano conto della situazione e delle esigenze complessive dei cittadini di tutto il Friuli Venezia Giulia, soprattutto in un momento come questo in cui le risorse del bilancio regionale sono drasticamente diminuite.

5. Il nostro Comune ha avuto una diminuzione di risorse che servivano per la prosecuzione e il completamento di opere di pubblica utilità. Questo ha tra l’altro aggravato la situazione finanziaria del Comune, che ha ereditato dalle precedenti Giunte un forte indebitamento. Come risponde alle giuste preoccupazioni dei nostri cittadini?

Sono stato sindaco anch’io e conosco bene le difficoltà che le Amministrazioni hanno per far quadrare i bilanci e rispondere alle esigenze dei propri cittadini. E conosco bene le preoccupazioni espresse in questa fase dall’Associazione dei Comuni, dall’ANCI, sul problema delle risorse degli Enti locali. Come ho detto in più occasioni, la nostra Regione si è però trovata di fronte a una situazione eccezionale, mai verificatasi da quando è stata istituita più di quarant’anni fa: ha dovuto preparare una Finanziaria per il 2010 in presenza di una drastica diminuzione delle risorse, causata dalla crisi e quindi da un rallentamento generale dell’attività economica. Questo è dunque il momento della responsabilità e delle scelte. Abbiamo perciò deciso di mettere in sicurezza alcuni capitoli che consideriamo prioritari: la sanità, le politiche sociali, gli ammortizzatori per i lavoratoti licenziati, le infrastrutture. I trasferimenti ordinari agli Enti locali sono stati comunque mantenuti in linea con quelli dell’anno precedente. Come la Regione anche i Comuni sono chiamati però oggi ad assumersi le responsabilità che gli competono, a compiere delle scelte di priorità, di fronte a una situazione che – lo ripeto – è di una gravità eccezionale. In una fase come questa dobbiamo rivolgerci anche ad altre opportunità di finanziamento che, in prospettiva, risulteranno sempre più importanti: mi riferiscono ai programmi dell’Unione europea, che non sempre le imprese e gli Enti locali hanno saputo sfruttare fino in fondo.

6. Si legge che la Regione predilige finanziare le “grandi opere”, che potrebbero esser invece finanziate con interventi nazionali, comunitari o di privati, come per esempio la costruzione della terza corsia della autostrada Venezia-Trieste piuttosto che le “piccole opere” di cui sentono l’esigenza i nostri comuni. Come risponde alle perplessità di chi considera le grandi opere un beneficio più per chi non risiede in regione e paga altrove le sue tasse e poco o per nulla per chi in regione risiede e paga le tasse e che , magari, per veder soddisfatte esigenze primarie deve indebitarsi o mettere i propri asset sul mercato?

Intanto una precisazione importante: la terza corsia della A4 sarà pagata dalla società concessionaria Autovie Venete, che ha già predisposto un piano finanziario per coprire il costo dell’opera. La Regione ha invece chiesto e ottenuto dal Governo Berlusconi la mia nomina a commissario per la terza corsia, una scelta che ha permesso di accelerare tutte le procedure e sbloccare l’avvio dei lavori. Non è vero che le grandi opere non servano ai cittadini del Friuli Venezia Giulia: hanno a che fare con la competitività territoriale, quindi con la capacità di mantenere qui e di attrarre altre imprese, hanno a che fare perciò con la difesa e la creazione di nuovi posti di lavoro. Comunque, accanto alle grandi opere abbiamo avviato anche un piano per mettere in sicurezza e migliorare la viabilità ordinaria. In questo piano sono state inserite le opere considerate prioritarie, senza guardare se i Comuni interessati sono di centro-sinistra o di centro-destra, come dimostra la realizzazione delle rotonde per eliminare incroci pericolosi. Con il pacchetto anticrisi la Regione ha inoltre sbloccato più di 800 opere pubbliche sia regionali che comunali, cantierabili entro 12-15 mesi, per un volume di investimenti pari a circa 500 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere la domanda. Quella tra grandi e piccole opere è una falsa alternativa.

Ringraziamo il Presidente Tondo per l’attenzione che ci ha dedicato e per la volontà di dialogo che ci ha dimostrato. Vorremmo sottolineare anche la sua ferma intenzione, così come ha proclamato, di non voler sentir parlare di discriminazione tra Comuni con amministrazione di diverso colore politico: il suo ruolo di Presidente di tutti i friulani glielo impone.
A Cordenons rimane la ferita di una promessa non mantenuta.

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