intervista a luigino cancian

gazzettino – Olivia Bonetti

Venerdì 22 Luglio 2011,
Dimagrito 10 chili, cambiato, deluso: non si fida più di nessuno. È il comandante Luigino Cancian, 48 anni, arrestato 20 giorni fa con altri due colleghi, il comandante di San Daniele, Leonardo Zucchiatti e un sottufficiale di Pordenone. Pesante l’accusa: aver truccato un concorso pubblico per favorire due persone in modo da farle assumere. L’altro giorno il Tribunale del Riesame lo ha liberato. Ma da quando è stato arrestato al Comando di Sacile nulla è stato più come prima. Ora puó contare, come ha capito in questi 20 lunghissimi giorni di arresti domiciliari, solo sulla sua famiglia e soprattutto sul figlio 15enne che in questo periodo gli è stato vicino come nessun altro. Lo chiama «la mia colonna» e il ragazzo ha la grinta del padre, quella grinta peró che dopo l’arresto Cancian sembra non riuscire più a ritrovare. Non vuole parlare, ha paura. Non lo dice ma lo fa capire: è stato trattato come un criminale incallito. Alla fine si sfoga.
Come sta?
«Come vuole che stia. Mi è stata rubata la dignità. Credevo nel mio lavoro, credevo in quello che facevo. Era la mia vita. Adesso non so più cosa pensare».
Come ha vissuto in queste settimane?
«È stata durissima, soprattutto perchè io ho mia madre i miei famigliari a cui pensare e dei quali devo occuparmi. E questo non è stato possibile».
Si è sentito solo?
«Ho potuto contare su mio figlio è per lui che spero di trovare la forza. Lui deve sapere chi è suo padre, deve capire. Tutte le altre persone in ogni caso non hanno avuto modo di contattarmi ovviamente, ma ho letto i giornali con i messaggi di solidarietà e in queste ore ho letto le centinaia di sms che ho trovato sul telefonino».
E c’erano messaggi al Comando, telegrammi e lettere. Tutta questa solidarietà la aiuta a trovare la forza per ricominciare e a tornare a Sacile?
«È difficile non so cosa succederà. Io ormai vivo giorno per giorno, non riesco a pensare al futuro. Poi non dipende da me è l’amministrazione che deve decidere».
Ha sentito il sindaco?
«Non ho sentito nessuno, solo il direttore generale per una breve comunicazione di servizio».
Cosa ha fatto per prima cosa quando è tornato libero? «Sono andato a prendere le ricette e le medicine per mia madre anziana, una cosa della quale mi sono sempre occupato io. Un gesto per il quale in queste settimane ha dovuto chiedere aiuto». Alla fine Cancian si ferma è lui che chiede, fa domande vuole sapere dei suoi colleghi: gli mancano i suoi agenti, «la squadra». Per anni ha dato tutto alla pubblica amministrazione, forse «di più di quanto ricevuto». Niente ferie da anni e 500- 600 ore di straordinari gratis, chiamate, disponibilità piena a tutti. Ora non puó rientrare in servizio perchè sospeso per due mesi, come deciso dal giudice e lo stipendio base dimezzato. Poi valuterà l’amministrazione sulla sua «adeguatezza e compatibilità ambientale con il Comune».

 

 

2 thoughts on “intervista a luigino cancian

  1. Il buonismo della stampa blocca la verità su Cancian !

    Il buonismo della stampa blocca la verità sul Caso del Comandante della Polizia Municipale Cancian Luigino !
    Una Sacile senza Cancian è migliore ! Senza Cancian sacile ha avuto una boccata di ossigeno !
    Il VAS ha chiesto l’apertura di ulteriori fascioli d’inchiesta sia nella regione Friuli che nel Veneto perché Cancian è il dipendente pubblico da non imitare contro la gente contro le Istituzioni contro lo Stato .
    Invitiamo i cittadini ad inviarci le segnalazioni che pubblicheremo sul nostro sito .
    Ci auguriamo che il Comune di Sacile apra un’indagine interna perché casi simili non si ripetino , ma perché venga alla luce la verità .
    Con Cancian i sacilesi hanno pagato più tasse ed hanno avuto un servizio peggiore.
    Cancian è stato un pessimo Dirigente e a dirlo sono i nuovi parametri “ogettivi” normativi .
    Basta quindi al buonismo , qui a Sacile si festeggia ancora e non dimenticheremo la disumanità , la poca professionalità, e … tutto quello che ha fatto .

    LO STAFF VAS FVG ALTO LIVENZA

  2. Ecco che la giustizia difende il Comandante Cancian . Il caso dura da troppo e finirà in prescrizione . La prescrizione in questo caso è una beffa per i cittadini che da più di dieci anno hanno “patito” . Con la prescrizione Cancian è salvo se pur colpevole di non essere stato al servizio dei cittadini, di non aver difeso il territorio dell’Alto Livenza e di essere stato contro le Istituzioni . Bisogna ridare credibilità alle Istituzioni pilastro della democrazia . Per questo chiediamo una giustizia celere , rapida .
    LO STAFF VAS FVG ALTO LIVENZA

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