le purghe della lega: il caso Ascopiave

le purghe della lega: il caso Ascopiave

a proposito di “acqua pubblica” ecco come i politici gestiscono il bene comune. Ascopiave, portata ai vertici del panorama italiano per la gestione di gas, energia e acqua da Salton ora deve patire il controllo della lega che deve mettere i suoi uomini. non c’è spazio per il dialogo, nemmeno con gli alleati. 

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Giovedì 14 Luglio 2011,
Tensione, polemiche, scontri verbali: è stata un’assemblea a dir poco burrascosa quella che ieri ha approvato il bilancio di Asco Holding. Come previsto, il caso Salton, presidente della Holding appena defenestrato dal cda di Ascopiave e al centro di un furibondo contenzioso legale, è scoppiato con tutta la sua violenza. I sindaci, di area Pd e Pdl ma anche quelli espressione di liste civiche, hanno puntato il dito contro la Lega, accusandola di aver deciso il cambio di presidente e cda di una società controllata senza avvisare nessuno. A dare fuoco alle polveri è stata Floriana Casellato, sindaco di Maserada. «Vorrei conoscere la motivazione e i criteri utilizzati nella scelta del nuovo presidente (Fulvio Zugno ndr)». E già questo è bastato per innervosire Gianantonio Da Re, sindaco di Vittorio e segretario provinciale del Carroccio. Ma il vero attacco frontale doveva ancora arrivare e ci ha definitivamente pensato Giacomo De Luca (Fregona): «Ma è così che si governa un’azienda? Si può sconvolgerne la governance senza chiedere niente ai padroni, ovvero ai soci? Questa non è etica. Non voglio difendere Salton, ma questo modo di agire lo pagheremo noi sindaci e i cittadini. È vero che la maggioranza deve decidere, ma deve coinvolgere la minoranza». Poi rivolto a Da Re in pieno gesto di sfida: «Cosa faremo la prossima volta, segretario? Non vorrei trovarmi una mattina che a decidere in questa società non siamo più noi sindaci, ma qualcuno lontano, magari Bossi». Da Re, a quel punto, è saltato in piedi: «Sei in un’assemblea di sindaci e non a un comizio. Non deve permetterti di tirare in ballo una segreteria politica con questi toni». Poi si è lanciato in intervento dai toni ruvidi: «Se la vogliamo buttare nella lotta politica, allora che lotta sia. Fino a qui ci sono stati interventi di sindaci ben schierati. Dà fastidio che il gruppo politico preminente abbia il sopravvento? Voi di sinistra state fremendo perché il presidente è della Lega: ma così va il mondo! Nel veneziano governate senza dare niente a nessuno».
Marco Serena (Villorba) ha provato a riportare la discussione su livelli più tranquilli facendo notare che il cda di Ascopiave è stato nominato dalla Holding e non «dalle segreterie di partito». Poi la richiesta, appoggiata da più parti di convocare una nuova assemblea per parlare solo di Ascopiave.
Giovedì 14 Luglio 2011,
¨TREVISO – (P. Cal.) Finisce in bagarre l’assemblea dei sindaci di Asco Holding. Come abbondantemente previsto le tensioni accumulate negli ultimi due mesi, dal bliz leghista che ha portato alla presidenza di Ascopiave l’assessore di Treviso Fulvio Zugno al provvedimento disciplinare che incombe sulla testa dell’ex presidente e ora dg sospeso Gildo Salton, sono scoppiate al primo incontro tra i comuni azionisti. All’ordine del giorno c’era il bilancio della Honding che ha portato alle amministrazioni 12 milioni di dividendi. Ma la discussione si è ben presto spostata dai numeri al piano politico. I sindaci del Pd hanno attaccato la Lega accusandola di aver cambiato presidenti e cda senza mai essersi consultata con nessuno. «Non vorrei alzarmi domani mattina e scoprire che a decidere non sono più i sindaci dell’assemblea ma qualcuno lontano da noi come Bossi», ha detto Giacomo De Luca sindaco della piccola Fregona. Frecciata diretta a Gianantonio Da Re, sindaco di Vittorio Veneto e segretario provinciale del Carroccio, che ha replicato: «Non sei in un comizio di partito». La tensione è rimasta altissima e sia dal centrosinistra che dal centrodestra si è levata la richiesta di convocare nuovamente l’assemblea, a settembre, per parlare del futuro di Ascopiave e dei meccanismi di scelta del cda. Alla fine il bilancio, e i dividendi, sono stati approvati con un astenuto.
Giovedì 14 Luglio 2011,
PIEVE DI SOLIGO – (P. Cal.) Solo un voto di astensione, quello di Giacomo De Luca sindaco di Fregona ma non per il documento in se, quanto per la situazione politica in cui è maturato, per il resto l’assemblea dei sindaci ha accolto con favore il bilancio 2010 di Asco Holding che ha portato nelle casse dei rispettivi comuni dodici milioni di dividendi. Nonostante le polemiche e la guerra di potere in corso, la multiutility ha chiuso un altro anno con segno ampiamente positivo. Gildo Salton, che mantiene il ruolo di presidente della Holding nonostante il braccio di ferro con il cda di Ascopiave, ha illustrato un documento finanziario dove di punti neri non ce n’è stato nemmeno uno. Sono aumentati i ricavi del 12 per cento frutto soprattutto dal commercio del Gas, che rimane la principale fonte di reddito. Asco Holding si conferma la prima società dell’energia in Triveneto, dove è davanti per numero di metri cubi di gas venduti (oltre un miliardo all’anno ndr) e di clienti anche all’Eni, e la settima a livello nazionale. Fiore all’occhiello del 2010 i contratti stipulati con i russi di Gazprom.
Salton ha poi puntualizzato che i margini di ricavo non sono dovuti all’aumento delle tariffe – «la tariffa non la decidiamo noi, ma l’autorità garante» – ma alla capacità «di comprare bene il gas». Nell’elenco degli investimenti da sottolineare i 7,1 milioni di euro stanziati per la nuova sede.

 

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