i leghisti si incazzano per il film “cose dell’altro mondo”

“Boicottate questo film diffamatorio e razzista”: così reagiscono sul web quei cittadini veneti che si sentono calunniati da “Cose dell’altro mondo”, il film diretto da Francesco Patierno e interpretato da Diego Abatantuono, a Venezia 68 in Controcampo italiano. Nella trama, l’attore è un imprenditore razzista di una tv locale di un paesino del Nord Est dove un giorno saltano tutti gli equilibri quando i lavoratori extracomunitari improvvisamente spariscono. Alle critiche il regista Patierno replica: “Se ci sono nervi scoperti non è colpa mia”. Frasi come “Voi italiani non siete stati in grado di integrarvi con i Veneti perchè non riuscite a comprenderli, perchè troppo diversi culturalmente” oppure “Abatantuono attore da quattro soldi” o “film finanziato con 1,3 milioni di euro dallo Stato e hanno anche il coraggio di deridere i Veneti che li finanziano (involontariamente)” si leggono nei post su YouTube dove lo stesso trailer di “Cose dell’altro mondo” raccoglie più ‘non mi piace’ di ‘mi piace’.

Già prima delle riprese c’erano stati problemi. “All’ultimo momento il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo della Lega Nord aveva negato i permessi per girare lì, fortunatamente concessi dal sindaco di Bassano del Grappa Stefano Cimatti – ricorda il regista Patierno – ironia e cinismo sono le caratteristiche di questa commedia ‘cattiva’ ma se prima ancora di vedere il film c’è tutto questo rumore, evidentemente ci sono dei nervi scoperti e non è certo colpa mia”.

Al centro della storia, sceneggiata dallo stesso Patierno con Diego De Silva e Giovanna Koch, liberamente ispirata al film A day without a mexican di Sergio Arau e Yareli Arizmendi, “c’è una riflessione, a volte più che ironica, sul concetto di integrazione. Che io l’abbia ambientata in Veneto si spiega: è la regione con più alta percentuale di immigrati con permesso di soggiorno”. Per Patierno, che rivendica di essere per metà veneto, “queste polemiche preventive sono strumentali. A monte c’è che in questo Paese c’è sempre troppa ideologia e vorrei che una volta visto il film si potesse cambiare idea. Cose dell’altro mondo è molto trasversale e non è classificabile politicamente, parla di una storia di fantasia ma che non guarda in faccia a nessuno su un argomento serio, come l’integrazione, raccontato in modo non serioso. Non a caso – conclude Patierno – la coppia protagonista, Abatantuono e Mastandrea, è di quelle che fanno ridere ma capaci anche di passare in un secondo dalla commedia al dramma”.

Prodotto da Marco Poccioni e Marco Valsania per Rodeo Drive (in collaborazione con Medusa e Sky Cinema), Cose dell’altro mondo ha ottenuto anche il riconoscimento di film di interesse culturale nazionale dal ministero per i Beni culturali.

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