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LTA e Sistema Ambiente si fondono entro il 2017

Lta e Sistema ambiente uniscono le forze: saranno serviti 41 comuni (11 veneti) e 313 mila abitanti Interessata un’area che va dal Maniaghese a Bibione. Alla base ragioni di economicità ed efficienza  di Andrea Sartori

Messaggero Veneto
02 luglio 2017

Livenza Tagliamento acque e Sistema ambiente, due delle tre società di gestione del servizio idrico integrato che operano nel Friuli occidentale, si fonderanno. La nuova società per azioni sarà ancora composta dai Comuni serviti e manterrà il nome di Lta, garantendo il servizio su acquedotti, fognature e depuratori in 41 comuni: 11 nel Veneto orientale e 30 nel Friuli occidentale, 25 (tra i quali i veneti) provenienti dalla attuale Lta, 16 da Sa.

La fusione. Il percorso di avvicinamento «si è iniziato oltre un anno e mezzo fa – rivela il presidente di Lta, Andrea Vignaduzzo – portando i due gestori a un’intesa concreta per costituire un’unica società, che opererà tra Sacilese e Maniaghese sino al territorio di Bibione, passando per il Portogruarese (e Azzanese e Sanvitese)». L’assemblea dei soci di Lta ha approvato all’unanimità il progetto di fusione con la società di Brugnera: l’attuazione è prevista entro il 31 dicembre. La nuova Lta servirà circa 313 mila abitanti, erogando oltre 19 milioni di metri cubi di acqua potabile l’anno in più di 3 mila chilometri di condotte (per i Comuni serviti da acquedotti: parte del Sanvitese e dell’Azzanese non lo è). Il trattamento dei reflui fognari sarà garantito da 23 impianti di depurazione di dimensioni medio-grandi e da oltre 100 impianti più piccoli, per un totale di circa 12,5 milioni metri cubi annui. Fusione significa anche far lavorare all’unisono i 167 tra amministrativi, tecnici e operai di Lta e Sa, nelle sedi storiche di Annone Veneto, Fossalta di Portogruaro e Brugnera. Il cda di Lta, composto da Vignaduzzo, dal vice Renato Peloso e dai consiglieri Maura Chiarot, Sergio Covre e Flavio Maurutto, è stato prorogato a tempo indeterminato, sino a fusione avvenuta. Sa oggi è guidata dall’amministratore unico Celeste Bortolin.

I motivi. «Unire le risorse di Lta e Sa – sostiene Vignaduzzo – è una scelta di strategia e salvaguardia per un servizio efficiente, a costo contenuto e per garantire al cittadino una qualità dell’acqua erogata di elevato livello». Ci sono più motivi alla base della fusione. «Alta e Bassa pordenonese e Portogruarese fanno parte dello stesso bacino idrografico – spiega Vignaduzzo –, inoltre ci sono motivi di economicità ed efficienza. Poche società nel Nord Italia sono più piccole delle nostre, c’è bisogno di fare massa critica». E l’autorità Aeegsi indica limiti di 400-500 mila abitanti serviti.

Il futuro. Oltre alla nuova Lta, nell’ex provincia resterà Hydrogea. Prematuro parlare di nuovi processi aggregativi, ma una spinta nel senso di società uniche per ogni area omogenea (in sostanza, le province), nonché a lungo termine per l’intero Friuli Venezia Giulia, proviene anche dalla riforma regionale sui settori idrico e dei rifiuti, che ha comportato in primis la creazione di un unico ambito ottimale regionale per il governo dell’acqu

(è stata inoltre chiesta una deroga per comprendere il Veneto orientale: l’ex Ato del Lemene era l’unico interregionale in Italia). Se e come continueranno i processi di fusione resta tutto da scoprire. Intanto, Lta e Sa hanno fatto il loro passo avanti.

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