ultima Assemblea Soci della STU MAKO’ – relazione di chiusura

ultima Assemblea Soci della STU MAKO’ – relazione di chiusura

Makò
la Filatura A nella foto di Erve Miozzo

(…) il Presidente de CdA STU MAKO’ ha presentato (…) La relazione unitamente alle osservazioni del Collegio Sindacale sarà messa a disposizione degli azionisti a norma dell’art. 2446 del codice civile presso la sede legale della società durante gli otto giorni che precedono l’assemblea stessa.

La situazione attuale

Vi ricordiamo che la società è stata costituita il 28 febbraio 2006 quale Società di Trasformazione Urbana. Nel corso dell’anno 2007 venne stipulata una convenzione tra il Comune d Cordenons, la Provincia di Pordenone e la STU Makò che prevedeva l’impegno della STU a vendere al Comune di Cordenons …l’area prevista dagli standards (verde, parcheggi ecc.) in eccesso rispetto al quantitativo di superficie territoriale previsto dalla normativa di PRPC; alla Provincia di Pordenone, …l’area ed i relativi manufatti ivi esistenti per la realizzazione del centro scolastico. Mentre i due Enti si impegnavano all’acquisto e, per quanto riguardava la Provincia, “a realizzare il centro scolastico”  Nel corso del 2009 venne elaborato un bando per la cessione delle aree non convenzionate andato deserto. Nello stesso anno si chiese al Comune di Cordenons lo studio di una variante al PRPC ed un computo metrico per la realizzazione delle opere pubbliche riguardanti il Comune di Cordenons e la Provincia di Pordenone. L’8 ottobre 2010 il Presidente della Provincia dichiarava di aver reperito le risorse finanziare per poter avviare la procedura atta a realizzare la scuola. Il CdA del 02 marzo 2011 stabilì di chiedere all‘Amministrazione Provinciale di Pordenone il documento di previsione di spesa nel bilancio preventivo 2011 per la realizzazione della scuola dal momento che il Comune di Cordenons aveva già provveduto per l’opera di propria competenza. Venne inoltre inviata al Comune di Cordenons formale proposta di cessione dell’area denominata “ex parco Repezza”. Il 28 giugno 2011 il C.d.A. prendeva atto dell’inserimento nel bilancio 2011 da parte del Comune di Cordenons della somma per la realizzazione della palestra e opere di urbanizzazione e della volontà di inserire la scuola, da parte della Provincia di Pordenone, nel Piano Triennale delle opere con risorse a partire dal 2013. Durante il C.d.A. dell’11 novembre 2011 si prendeva invece atto della non volontà della Amministrazione Provinciale di modificare il piano triennale. Nel corso del 2012 viene rinnovato il C.d.A.  e si tentò di rinnovare le convenzioni con i due enti pubblici Comune di Cordenons e Provincia di Pordenone. Tali convenzioni studiate nel corso dell’anno 2012 non sono mai state firmate dagli interessati.

Nel corso della Assemblea Soci del 15 maggio 2013 il Socio Provincia di Pordenone chiedeva la messa in liquidazione della società. L’assemblea dei Soci riunita in data 01 ottobre 2013 non ha preso decisioni in merito alla messa in liquidazione della società.

I soci, nel corso dell’ultima Assemblea del 18 maggio 2015 hanno nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione che ora, a distanza di circa nove mesi deve portare alla vostra attenzione la situazione aziendale. Il mandato affidato all’esecutivo era quello di provvedere ad un nuovo business plan, ma ci si è trovati subito di fronte all’impossibilità di eseguire tale valutazione senza poter attingere ad adeguate risorse economiche, pertanto sia la ricerca di finanziamenti pubblici che investitori privati si è svolta utilizzando esclusivamente i canali disponibili a costi ridotti. Nulla è rimasto intentato seppur con un budget ridottissimo.

Makò -2
dettagli del Makò di Francesca Codogno

I fattori critici e le prospettive a breve termine.

Il Consiglio di amministrazione nominato in data 18 marzo 2015 ha posto in essere alcune iniziative volte ad aumentare l’attrattiva dell’area facendo leva sui ricordi degli ex lavoratori e di quei cittadini consapevoli del valore intrinseco dell’area. Sono stati aperti i cancelli per visite guidate, concerti musicali, seminari di studio di Urbanistica e Architettura, sopralluoghi di artisti, attori teatrali, fotografi. Questi ultimi in particolare hanno sfruttato il Makò per set fotografici dimostrando un interesse enorme per la struttura ai fini artistici fotografici. Ad oggi, circa un migliaio di persone hanno varcato i cancelli per vedere, fotografare, farsi fotografare all’interno del Makò, sempre accompagnati da persone esperte e garantendo la sicurezza degli ospiti. In parallelo è stata sviluppata una attività volta a individuare potenziali investitori contattando, l’Unione Industriali di Pordenone, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, Immobiliaristi, imprenditori. Tutti gli interlocutori del mondo imprenditoriale hanno manifestato forte apprezzamento per l’area e per le costruzioni molto solide benché colpite dall’abbandono, segnalando tuttavia l’impraticabilità di investire senza l’incipit di almeno una struttura pubblica come una scuola che potesse garantire un collegamento con il territorio. Sono stati sondati alcuni canali di investimento come la Cassa Depositi e Prestiti che ha però sollevato problemi relativi sia al fatto che STU MAKO’ non sia una azienda completamente pubblica e che anche se questo non fosse un fattore limitante, venivano comunque a mancare alcuni elementi di solidità patrimoniale e di bilancio, requisiti fondamentali per l’intervento di CdP. Dalla Regione Friuli Venezia Giulia sono arrivati segnali di stima ma anche di impossibilità a intervenire sugli aspetti societari stante l’obbligo anche per essa di adempiere ai dettami della legge che impone la dismissione dalle partecipate e non certo il contrario. Chiaro è stato in questo senso l’assessore regionale Francesco Peroni, mentre l’assessore Maria Grazia Santoro ha chiarito che a fronte di un progetto di Istituto Scolastico al Makò, la regione non avrebbe fatto mancare il proprio contributo proveniente dai fondi statali. Il sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione Davide Faraone ha confermato l’interesse dello Stato per il tipo di intervento proposto, di una scuola innovativa, legata al territorio e al mondo del lavoro ed ha garantito la disponibilità di fondi che saranno poi distribuiti dalla Regione. Quindi è stato comunicato dal Presidente della STU Makò al Presidente ed al Consiglio Provinciale di Pordenone la necessità di un primo passo concreto come l’impegno a eseguire il progetto di costruzione dell’edificio scolastico almeno fino allo stadio di progetto preliminare, anche al fine di una valutazione realistica dei costi.

Makò 3
veduta del Makò di Erve Miozzo

Sul versante dei finanziamenti europei, è in corso la valutazione della partecipazione al programma URBACT. Questi è un Programma europeo co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dagli Stati membri, nato con lo scopo di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile mediante lo scambio di esperienze e la diffusione delle conoscenze tra città europee. I progetti URBACT realizzati finora si sono incentrati su alcune tematiche principali: partecipazione dei cittadini, economia e occupazione, giovani, sicurezza urbana, inclusione dei migranti e approccio integrato della rigenerazione urbana, quest’ultimo di interesse per la STU MAKO’. Stante l’assenza di fondi, il nostro progetto rimane a livello di studio preliminare e porta ad una stima grossolana di un intervento di circa 70 milioni di euro che prevede la introduzione nel sistema Makò di eterogeneità di destinazioni e attività determinando l’arricchimento del contesto urbano con una buona garanzia di risultato in maniera coordinata e compatibile con il PRPC già approvato dal Comune di Cordenons.

Per quanto riguarda il contenzioso nato attorno alla questione della centralina idroelettrica, c’è il rammarico sul risultato negativo della sentenza del Tribunale delle Acque. Il business plan valutato oggi non consente un ritorno dell’investimento in tempi brevi. Resta la disponibilità del privato a valutare comunque eventuali alternative e rimane la possibilità di eseguire insieme l’intervento.

I tentativi di sollecitare il Comune di Cordenons e la Provincia di Pordenone al rispetto della Convenzione originaria, si sono infranti sulla dichiarata impossibilità degli interlocutori di dare seguito agli accordi.

In conclusione si ritiene di poter riassumere l’operato del Consiglio di Amministrazione in questi termini:

a) è stata condotta una serie di attività per far conoscere l’area ai cittadini non solo della provincia di Pordenone ma soprattutto fuori regione, nonché ai potenziali stakeholders e possibili investitori, tutto questo per “ridare dignità” alla STU MAKO’ come il Presidente del C.d.A. aveva dichiarato nel discorso di investitura.

b) è stata individuata la strada per poter accedere ai fondi necessari alla costruzione dell’istituto scolastico. E’ necessario produrre un progetto, almeno allo stadio di Preliminare, nonché presentarlo alla Regione per avere accesso ai finanziamenti statali

c) è stato identificato il progetto europeo cui attingere per attuare un percorso di rigenerazione urbana che consenta il recupero dell’intera area. Tale percorso va supportato con adeguati progetti basati su un Business Model già elaborato.

Rispondi