Manlio Contento e Mario Pittoni contro Michele Trotta

dal Gazzettino di Mercoledì 3 Agosto 2011,
PORDENONE – «Il diritto di critica non è diritto all’offesa. Sarebbe curioso che il Presidente della Repubblica si prestasse a coprire il comportamento del professore pordenonese Michela Trotta. Bene ha fatto il collega della Camera Manlio Contento a denunciare il caso». Il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, interviene nella polemica scoppiata dopo che Contento ha segnalato in un’interrogazione parlamentare i toni offensivi di una battuta pronunciata dall’insegnante: “venissero riformati i ministri Gelmini e Brunetta”. Secondo Domenico Pantaleo, segretario nazionale Flc-Cgil, Trotta avrebbe solo esercitato il proprio diritto di critica e, in caso di sanzioni disciplinari, il sindacalista ha minacciato di ricorrere al Capo dello Stato. Opposta la valutazione di Pittoni. «A norma del Codice disciplinare dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni il lavoratore – spiega il senatore leghista – si impegna a evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all’ immagine della pubblica amministrazioné e inoltre devono astenersi da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell’immagine dell’amministrazione. Ciò posto, affermazioni che non si limitano a contestare nei contenuti i provvedimenti del Ministro pro tempore, ma sconfinano in pesanti apprezzamenti sulla sua persona, non solo possono costituire una lesione dell’onore e della reputazione dello stesso, ma anche – conclude Pittoni – contribuire in tutta evidenza a creare disdoro del dicastero che rappresentano».

 

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