Primo consiglio di amministrazione S.T.U. Makò – discorso di inizio mandato

Primo consiglio di amministrazione S.T.U. Makò – discorso di inizio mandato

Makò -2
dettagli del Makò di Francesca Codogno

Ringrazio l’ assemblea dei soci per la nomina di questo nuovo consiglio di Amministrazione.

Ho riconosciuto in questo gesto un moto in bilico tra la speranza e la disperazione, una specie di “o la va o la spacca”.

Ringrazio i soci di questo coraggio,  soprattutto nella parte pubblica della proprietà che ha inteso scegliere persone staccate dagli enti di riferimento. Ringrazio il presidente che mi ha preceduto: tutti gli hanno riconosciuto grande serietà ed energia e, anche se non riveste più questa carica, noi lo sappiamo che è dalla nostra parte perche crede ancora nel progetto.
In questi primi saluti voglio ricordare la figura di Luigi Vidal una persona che è venuta a mancare pochi giorni fa. E’ stato sindacalista dall’età di 15 anni ed ha lavorato per il bene degli operai per tutta la vita. Per le lavoratrici dei cotonifici della zona era il punto di riferimento. Quando venne eletto in consiglio regionale si adoperò in tutti i modi per Cordenons e dobbiamo anche a lui se, a seguito del trasferimento del Cantoni a Montereale, il comune di Cordenons ha potuto ottenere quel “risarcimento” di due miliardi di lire con i quali sono state sì realizzate le prime opere di urbanizzazione ma hanno anche consentito al comune di Cordenons di entrare in questa società, la StuMAkò, apportando un’ importante quota di capitale. Se noi siamo qui oggi, lo dobbiamo anche a lui. 

Il 19, marzo all’indomani della nomina, avevo immaginato questo mio primo intervento di apertura come un discorso sulla importanza di questo sito e su tutte le iniziative che si potrebbero prendere per valorizzare il Makó. Ma ora dopo aver letto chili di vebali in cui si sono ripetute migliaia di volte gli stessi programmi, gli stessi obiettivi, non ho più voglia di parlare di sogni e speranze. Qua non c’è più spazio neanche per l’ottimismo. Qua si può solo puntare su realismo e pragmatismo.

Ho incontrato tutti i soci e li ho ringraziati, ma ho cercato di capire le reali intenzioni che avessero riguardo a questa nostra iniziativa.

Ho registrato la piena e convinta adesione di tutti i soci e, nonostante le difficoltà economiche dei soci pubblici, ho potuto registrate forte il desiderio di riuscire comunque a trovare strade alternative pur di far decollare questa nostra iniziativa.

Principalmente due sono le cose da fare :

a) ridare dignità alla società

b) costruire il futuro del Makò

Bisogna ridare dignità a questa società che è stata portata nel fango e messa alla berlina, è stata depredata e poi portata in piazza per esporla al pubblico ludibrio come esempio di malagestione dalle stesse persone che l’hanno portata a quel punto. È stata lasciata senza liquidità e poi è stata derisa perché accumulava perdite per gli interessi pagati alle banche.

Bisogna ridare dignità alla società che in questi anni è stata vittima di assurdi giochi di potere.

Bisogna ridare dignità a quei consiglieri che si sono sempre battuti per FARE le cose mentre altri giocavano a DISFARE le cose., E qui voglio ricordare ancora l’impegno di Alessio Scian, una persona che ha creduto  che valorizzare e ridare il Makò ai cittadini fosse possibile, ma ha trovato con grande amarezza l’opposizione proprio dietro le sue spalle, tra coloro che lo avevano scelto e nominato.

Noi dobbiamo ridare dignità alla società,  abbiamo un compito, intendiamo svolgerlo con onestà, trasparenza e determinazione. Il mio mandato è costruire il futuro di questa società.

I soci di questa STU sono imprenditori di fama internazionale ed enti che amministrano milioni di euro,  non serve dunque un genio per capire di cosa ha bisogno questa azienda. Lo sappiamo tutti.

Ora ci troviamo davanti due cose urgenti da fare:

1) risanare i debiti

2) ridare liquidità per poter operare

Nelle prossime settimane entreremo nel dettaglio delle operazioni da fare, in questa sede, solo a titolo di informazione, vi comunico alcune delle strade che stiamo percorrendo:

1. diminuzione dell’esposizione:

a) chiusura del contenzioso sulla centrale idroelettrica,

b) alienazione del parco ex Repezza;

c) individuazione di ulteriori aree, non strategiche al fine della ristrutturazione scolastica, che possano essere alienate;

d) finanziamenti fruttiferi e non, dei soci;

2. intervento di trasformazione in centro scolastico

a) investimenti della Provincia;

b) contributi regionali;

c) contributi statali;

d) finanziamenti europei;

e) intervento della Cassa Depositi e prestiti.

Sono queste le strade che abbiamo cominciato a percorrere  e di cui intravediamo il  traguardo in tempi non brevi.

Nel frattempo dobbiamo pianificare due cose:

1) definire la mission

2) fare un masterplan

Abbiamo anche definito un cronoprogramma per queste due attività. che prevede la consegna del documento mission entro il prossimo 31 agosto ed il masterplan  per il 31 gennaio 2016.

Ma dobbiamo renderci conto che i nostri due punti potrebbero subire cambiamenti repentini in base alle necessità contingenti anche a seguito della eventuale auspicabile disponibilità di finanziamenti che nel corso di questi mesi potrebbero presentarsi.

Abbiamo costituito un team di esperti, paesaggisti, urbanisti, architetti, ingegneri ed economisti per definire il documento base. Sono persone che hanno aderito su base volontaria all’idea di valorizzazione di questo nostro “stabilimento”.

Abbiamo costituito anche un altro team, che abbiamo chiamato pomposamente Makò social media team, un gruppo di amici che si occupa della diffusione delle iniziative riguardanti il Makò nei mezzi di comunicazione e soprattutto nei social media. E’ incredibile, ma oggi un nostro comunicato stampa è meno efficace di un post su Facebook: per questo motivo bisogna assolutamente presidiare tutti questi strumenti di comunicazione.

La comunicazione sappiamo che ha avuto un ruolo importante per segnare il declino della società STU Makò. Ha attirato le attenzioni della Corte dei conti, peggiorando il rating dell’ azienda con il duplice nefasto risultato: quello di peggiorare ulteriormente i conti e quello di precludere ulteriori fonti di finanziamento.

Per questo, uno dei leit motiv della mia presidenza è “trasparenza”. Se c’è trasparenza, i nostri stakeholders non seguiranno né le sirene né le cassandre ma leggeranno semplicemente le informazioni direttamente fornite da noi. 

Siamo convinti che la comunicazione va gestita e non subìta, va anticipata e non usata giocando in difesa. Per questo daremo massima precedenza alla applicazione del DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33 sulla trasparenza degli atti amministrativi.

Dalla rassegna stampa che avete ricevuto vi sarete resi conto che abbiamo puntato molto sulla partecipazione, sul coinvolgimento delle persone nel recupero del Makò, non solo dal punto di vista edilizio di cui ci dobbiamo occupare noi, ma anche e soprattutto dal punto di vista storico, culturale ed affettivo. Abbiamo puntato molto su questo perché anche questo è implicato da quel concetto di “ridare dignità” alla nostra società STU Makò che deve farsi riconoscere aperta e disponibile verso i cittadini.

Continueremo a fare iniziative pubbliche all’interno dell’area verde in collaborazione con le associazioni culturali sia cordenonesi che provinciali.

Vi ho presentato qui in maniera sintetica le linee guida lungo le quali vogliamo muoverci e rimando ai prossimi consigli di amministrazione l’approfondimento e lo sviluppo di ciascuno di questi punti, anche a seguito delle indicazioni che in questo consiglio anche voi vorrete dare.

 

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