Referendum – rivedere i modelli comunicativi

logo_referendumE’ un periodo storico in cui le difficoltà economiche hanno imbruttito e incattivito le persone. A volte non sono neanche le difficoltà economiche ma solo l’egoismo e la paura a portare gli uomini al loro più basso livello di sensibilità. Dobbiamo combattere questa deriva qualunquista ben direzionata da maghetti della comunicazione social. Quelli del “non lo vedrete mai in TV“, “non vogliono farvelo sapere“, “incredibile, fate girare“.  Solo un paio di anni fa si potevano distinguere il mondo reale (quello dei contatti umani, dalle chiese al partito, dal bar al mercato) dal  mondo dei social-network, ma questo non scalfiva la potenza e l’importanza del mondo reale. Ora possiamo dirlo che con questo referendum i due mondi sono perfettamente sovrapposti, quello che avviene sui social è quasi sicuramente rispondente a quello che si “sente” nella vita reale. Quindi, ora più di prima, bisogna impegnarsi a migliorare i modelli comunicativi e imparare a contrastare quelli che puntano al disfattismo. E’ la fine delle intermediazioni. Internet consente a chiunque di dire qualsiasi cosa su qualsiasi argomento credendosi un dio (non lo sto facendo anche io ora forse?) Non ci fidiamo dei medici, controlliamo le diagnosi su google. Non ci fidiamo delle agenzie di viaggio, compariamo per ore le proposte su internet. Non vogliamo intermediazioni sulle case, cerchiamo tutte le proposte su case.it. Non andiamo più a fare “le vasche” in centro a guardare le vetrine e farci consigliare dalle commesse, usiamo Amazon e ci arriva la merce a casa, in 24 ore. Siamo propensi a credere che possiamo fare a meno degli esperti e arrangiarci da soli. E’una forma di libertà che non ci fa riflettere che stiamo vedendo solo ciò che ci stanno mostrando e che non abbiamo ancora strumenti per distinguere il vero dal falso. Perdiamo ore a leggere i commenti per capire chi sia sincero e chi sia “pagato dai concorrenti”. Ma allora, bugia per bugia non valeva la pena farsi abbindolare dalla commessa? Almeno la si guardava negli occhi per capire se mentiva. Ha detto magnificamente un ristoratore ad un cliente che si lamentava dell’alto prezzo del cenone di capodanno…”siamo cari, ma invece che farti fregare da un altro ristorante, vieni da noi (che ti freghiamo lo stesso) che almeno mangi bene.  La realtà è che i modelli comunicativi e di marketing sono cambiati. Bisogna riflettere sulla fine delle mediazioni.

Credo che Matteo Renzi abbia fatto alcuni errori di valutazione, pensando, dopo il record delle elezioni europee, che gli italiani lo seguissero in capo al mondo, convinto com’era che stava fornendo il miglior servizio per gli italiani. Ma la gente è propensa a dare fiducia a chi vuole fare grandi cambiamenti… finchè questi non intaccano il loro status. Tutti vogliono la giustizia sociale ma che colpisca i privilegi degli altri non i propri. Quando si fanno le leggi invece, queste valgono per tutti e allora la popolarità cala bruscamente, finchè un maggior senso civico non crescerà tra di noi. Matteo Renzi è stato colpito anche per il suo modo arrogante di procedere, ma purtroppo è una caratteristica comune a grandi leader ed è un difetto, sia ben chiaro. Però non vedo attualmente negli altri schieramenti un uomo altrettanto capace di tracciare obiettivi e raggiungerli come ha fatto Renzi. L’italia si affiderà a delle mezze tacche come Salvini, Di Maio, Meloni e la salma di Berlusconi? Credo di no.

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