risoluzione in commissione – SISTRI

Risoluzione 30/06/2011,  n° 7/00623  VIII Commissione,

Premesso che,

Il SISTRI, sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, è stato previsto da specifiche disposizioni legislative (legge n. 296/2006 «legge finanziaria 2007», decreto legislativo n. 4/2008 e legge n. 102/2009), con le quali si innova, con sistemi elettronici adeguati ai tempi, l’attuale sistema informativo cartaceo finalizzato al controllo dell’intera catena di gestione dei rifiuti.

 

L’istituzione del sistema SISTRI costituisce una misura in linea con i più recenti indirizzi legislativi comunitari, ivi compresa la nuova Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, che prevede l’obbligo per gli Stati membri di adottare misure volte a garantire la tracciabilità dei rifiuti pericolosi dalla produzione alla destinazione finale.

Il prioritario obiettivo che il Governo ha inteso conseguire con il Sistema SISTRI è stato quello della lotta ai fenomeni di illegalità, giacché esso può fornire, in tempo reale, le informazioni necessarie sulla movimentazione dei rifiuti, in modo da consentire un rigoroso controllo della gestione dei rifiuti da parte delle Autorità di controllo.

 

L’istituzione del SISTRI rappresenta una misura indispensabile e che mira a favorire anche il sistema produttivo.

 

L’entrata in vigore del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ha registrato diverse proroghe. Ciò è dipeso da molti fattori. Innanzitutto, dall’ampia gamma dei soggetti interessati, oltre 320.000 soggetti pubblici e privati coinvolti lungo tutta la filiera dei rifiuti, dalle dimensioni più differenziali ed appartenenti ai settori produttivi più diversi, con diverso grado di propensione all’innovazione tecnologica e con una molteplicità di situazioni specifiche da disciplinare, e, inoltre, dalla complessità della normativa in tema di rifiuti aggiornata, per ultimo, a seguito dell’avvenuta approvazione del decreto legislativo n. 205 del 2010 di recepimento della direttiva europea 2008/98 CE.

 

Sul piano operativo vi sono stati ritardi sia nella fase di iscrizione dei soggetti obbligati al Sistri, sia nella successiva fase di distribuzione dei dispositivi elettronici che, in diversi casi, hanno scontato malfunzionamenti.

 

Tenendo conto di queste situazioni nel loro complesso, il Governo ha mostrato senso di responsabilità, concedendo proroghe che si sono succedute nel tempo.

 

Da ultimo, va ad ogni modo ricordato, che l’11 maggio 2011 le imprese iscritte al Sistri hanno organizzato un test di operatività del nuovo sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti, per provare la tenuta e l’efficienza del sistema.

 

 

 

 

 

Come meglio riportato anche dalla stampa, il risultato della prova generale (cosiddetto clic day) indetto dalle categorie produttive è stato a detta di tutte costoro un preoccupante insuccesso, con sito internet bloccato, chiavette usb non funzionanti, call center muto.

 

Per tali motivi, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha adottato lo scorso 26 maggio un nuovo decreto, pubblicato il 30 maggio, con il quale sono stati rimodulati i termini dell’entrata in funzione del Sistri. Sono state, quindi, recepite le indicazioni provenienti dal sistema produttivo per un rinvio graduale della partenza del sistema, in modo da consentire il superamento delle difficoltà riscontrate e mettere in condizione tutti di poter operare con maggiore tranquillità.

 

In tal senso, il Governo si è anche impegnato ad alleggerire il regime sanzionatorio nel periodo di avvio del nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. L’ulteriore periodo di tempo a disposizione dovrà consentire, da un lato, alle imprese di collaudare e familiarizzare con i dispositivi elettronici e, dall’altro, di introdurre tutti quei miglioramenti sul piano procedurale e sul piano tecnologico ritenuti necessari per il superamento delle criticità manifestate dagli operatori.

 

Il Decreto Legge n. 70/2011, nel testo approvato dalla Camera, prevede che al fine di garantire che un adeguato periodo transitorio consenta la progressiva entrata in operatività del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, per le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali pericolosi, ivi compresi i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonché per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno, il relativo termine di applicazione dello stesso SISTRI, da individuare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, nei modi di cui all’articolo 28, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 18 febbraio 2011, n.52, non possa essere antecedente al 1° giugno 2012.

 

Questa ultima disposizione di proroga potrebbe rischiare di incidere negativamente sull’applicazione del SISTRI secondo le scadenze temporali stabilite dal Decreto ministeriale 26 maggio 2011, in quanto, in regime di transitorio, potrebbero verificarsi problemi di difficile risoluzione come l’interconnessione tra soggetti obbligati e soggetti esclusi, l’applicazione delle sanzioni tra i predetti soggetti da interconnettere ma non tutti obbligati, oppure  chi adire in caso di dette sanzioni.

 

La X Commissione, attività produttive, della Camera dei Deputati, ha chiesto che in merito all’applicabilità del sistema di tracciabilità dei rifiuti, in linea con gli indirizzi dello Small business Act sia previsto che l’applicazione della normativa sul SISTRI alle piccole e medie imprese avvenga nel rispetto dei principi di specificità, proporzionalità e sostenibilità, nonché più in generale, sia stabilito che il sistema di tracciabilità si applichi solo per i rifiuti pericolosi, come previsto dalla disciplina europea, e che il sistema entri comunque in vigore a decorrere dal 2012 per tutti i soggetti obbligati;

 

Andrebbe pertanto disposta una  proroga della integrale applicazione del SISTRI almeno fino al 1° giugno 2012 anche al fine di pervenire alla definitiva risoluzione delle problematiche riscontrate ed in particolare per realizzare in tempi certi una revisione generale del Sistema basata su specifici principi operativi,

 

 

 

 

 

impegna il Governo,

 

a valutare la necessità di prevedere, con i prossimi decreti relativi all’applicazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, una proroga generalizzata dell’operatività del SISTRI almeno fino al 1° giugno 2012 per tutti i soggetti obbligati ed in tale ambito ridefinire la disciplina regolamentare che preordina il SISTRI in maniera da:

 

Conciliare l’interesse pubblico a tracciare i movimenti dei rifiuti con le esigenze operative del lavoro, garantendo il controllo senza causare danno all’economia reale;

 

Rendere semplice l’utilizzo del sistema attraverso regole minime e facili da applicare riducendo il più possibile tutti i “casi particolari” che richiedono un’analisi specifica prima dell’applicazione del Sistri;

 

Applicare il sistema a tutti i soggetti prevedendo che gli adempimenti (iscrizione, movimentazione, registrazione) a carico di quelli di minori dimensioni possano essere semplicemente delegati agli operatori professionali (trasportatori, impianti, associazioni di categoria…);

 

Introdurre la trasposizione in digitale del collaudato sistema cartaceo vigente: in particolare consentire ai trasportatori professionali, che nel corso del trasporto sono gli effettivi detentori del rifiuto, di emettere le schede Sistri per conto dei produttori e di interagire in tempo reale con il Sistema al fine di fornire le necessarie informative;

 

Disporre l’entrata in funzione del sistema in maniera modulare sulla base di specifici programmi temporali, in tal senso applicando una graduale applicazione dei test su soggetti pilota scelti fino alla completa operatività scadenzati con precisione e certezza;

 

Prevedere meccanismi di revisione periodica del Sistema a regime che recepiscano immediatamente dal Territorio disfunzioni da regolare, anche istituendo un gruppo di lavoro permanente che esamini tutte le istanze ricevute dagli iscritti e fornisce risposte in tempi brevi;

 

Rivedere il sistema sanzionatorio sulla base di criteri di “maggiore civiltà giuridica”:

 

  • Individuare e definire con precisione le violazioni “minori” (non dolose e senza possibilità di far danno all’ambiente) da quelle di maggiore gravità che vanno represse con assoluta decisione;
  • Tenere conto della buona fede degli operatori introducendo per talune fattispecie l’istituto del ravvedimento operoso: il soggetto in buona fede che sbaglia (occorre riconoscere che esiste un errore fisiologico) deve avere la possibilità di denunciare senza timore l’errore agli organi competenti liberando così risorse sull’accertamento delle violazioni di maggiore gravità;
  • Eliminare eventuali sproporzioni nell’entità di alcune sanzioni: vi sono violazioni per le quali sono previste più sanzioni che congiuntamente applicate comportano la cessazione del soggetto economico.

 

 

ALESSANDRI

DUSSIN Guido

TOGNI

LANZARIN

 

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