stavolta no

di Giuseppe Civati

Vinciamo le elezioni e poi iniziano i guai tra i famosi leader del centrosinistra: lo fanno tutte le volte, questa volta è il caso di fermarli subito.

Se pensano che gli elettori del centrosinistra sopporterebbero un’altra estate di distinguo, messaggi in codice, provocazioni, personalismi e battutacce, si stanno sbagliando di grosso.

Ecco, prima che il centrosinistra impazzisca, ribadisco alcune cose in cui credo e che garantirebbero insieme più pluralismo tra le forze politiche e i loro leader e più responsabilità verso la sfida comune (perché la sfida è comune, vero?).

Riepilogando:

Che i tre leader si incontrino, pubblicamente, è una necessità alla quale li richiamiamo da tempo e un invito che ho recentemente rinnovato (di persona, personalmente): non solo per il pluralismo, ma anche per la responsabilità di ciascuno nei confronti degli altri. Farsi vedere in pubblico, confrontandosi sulle cose da fare, potrebbe essere un messaggio di speranza (di più, di salvezza). Ad Albinea il palco è pronto, il pratone è democratico e l’accoglienza è delle migliori. Ci pensino. Hanno un mese per prepararsi.

Che si debba lavorare a un progetto comune, è altrettanto necessario, attraverso un confronto programmatico che è un po’ difficile da condurre “a distanza”. La telepatia non è (ancora) una categoria della politica. E i siti web non aiutano a confrontare i programmi (quiqui, le pagine degli altri partiti della coalizione).

Che si debba trovare un metodo per questo tipo di confronto (oltremodo complesso, a meno di non voler arrivare alle duecentomila pagine del programma dell’Unione) e che tutti debbano assumere un codice di comportamento degno di questo nome, dovrebbe essere chiaro a tutti, dopo quello che è successo negli ultimi anni.

Che le primarie siano lo strumento migliore per scegliere il candidato premier (e magari pure i parlamentari), ormai non può né deve essere una sorpresa. Lo ha detto anche D’Alema, in una recente intervista a Luca Sofri. «Le primarie si dovranno fare: è giusto che venga data questa possibilità, fa parte di una procedura di costruzione di una coalizione». Se lo dice lui.

Infine, che tutti quelli che vogliono fare parte della coalizione debbano assumere i punti precedenti, nessuno escluso, è una condizione imprescindibile. Altrimenti, verrebbe da pensare che si prendano in giro tra di loro. E che prendano in giro i loro elettori.

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