STUDIO EPIDEMIOLOGICO SULLA MORTALITA’ NEI SITI INQUINATI

 

 

Saranno presentati martedi 18 settembre dal Ministero della Salute i risultati del Progetto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) . Lo studio realizzato lo scorso anno dall’Istituto Superiore della Sanita’ e dall’universita’ la Sapienza di Roma elenca tutti i casi ” di mortalita’ in eccesso ” in 57 siti industriali o sedi di discariche . In sostanza ha preso in esame la mortalità delle popolazioni residenti in prossimità di alcuni grandi centri industriali attivi o dismessi e di aree interessate da smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi, riconosciuti come “siti di interesse nazionale per le bonifiche” (Sin).

Il Ministero della Salute in questa occasione organizza il convegno “L’impatto sulla salute dei siti contaminati: il Progetto Sentieri”, con l’obiettivo di condividerne i risultati , con il Ministero dell’Ambiente , le Regioni, le Asl, le Arpa e i Comuni interessati dai SIN. Le aree prese in considerazione presentano un quadro di contaminazione ambientale e di rischio sanitario tale da avere determinato il riconoscimento di “siti di interesse nazionale per le bonifiche” (SIN).

Il concetto di sito inquinato viene introdotto per la prima volta con la definizione di “aree ad elevato rischio ambientale” (Legge 349/86). Successivamente, con il DM 471/99, un sito viene considerato inquinato quando in una delle matrici (suolo o sottosuolo, acque superficiali o sotterranee) viene riscontrato anche un solo superamento nella concentrazione degli inquinanti indice rispetto alla concentrazione limite prevista dalla normativa. Sulla base di criteri di ordine sanitario, ambientale e sociale, con il DLgs 152/06 vengono individuate le aree da inserire tra i “siti di bonifica di interesse nazionale” (SIN). Lo studio SENTIERI ha preso in considerazione 44 dei 57 siti oggi compresi nel “Programma nazionale di bonifica”, coincidenti con i maggiori agglomerati industriali nazionali. Per ciascuno di essi si è proceduto a una raccolta di dati di caratterizzazione, e successivamente a una loro sintesi.

 

La maggior parte dei dati raccolti proviene dai progetti di bonifica ipotizzati per i diversi siti, da cui si evince che oggetto di caratterizzazione e di valutazione del rischio sono state prevalentemente le aree private industriali, quelle, cioè, ritenute causa delle diverse tipologie di inquinamento (definite in SENTIERI esposizioni ambientali). Le aree pubbliche cittadine e/o a verde pubblico e le aree agricole comprese all’interno dei SIN sono state poco investigate. I SIN studiati sono costituiti da uno o più Comuni. La mortalità è stata studiata per ogni sito, nel periodo 1995-2002, attraverso i seguenti indicatori: tasso grezzo, tasso standardizzato, rapporto standardizzato di mortalità (SMR) e SMR corretto per un indice di deprivazione socioeconomica messo a punto ad hoc. Nella standardizzazione indiretta sono state utilizzate come riferimento le popolazioni regionali. L’indice di deprivazione è stato calcolato sulla base di variabili censuarie appartenenti ai seguenti domini: istruzione, disoccupazione, proprietà dell’abitazione,densità abitativa. Gli indicatori di mortalità sono stati calcolati per 63 cause singole o gruppi di cause.

 

Tra i SIN presi in esame ci sono anche due siti friulani, la laguna di Marano e Trieste. Su Trieste il rapporto descrive nelle considerazioni conclusive:

I risultati di SENTIERI suggeriscono, per il complesso delle principali cause di morte e per entrambi i generi, una mortalità della popolazione residente in eccesso, relativamente a tutte le cause e a cause non tumorali (sistema circolatorio, apparato respiratorio, apparato digerente), presente anche dopo correzione per deprivazione socioeconomica. Coerentemente con quanto segnalato nei precedenti studi condotti nell’area, i risultati di SENTIERI riportano eccessi di rischio per il tumore della pleura negli uomini che testimoniano una passata esposizione occupazionale che ancora mostra i suoi effetti. A differenza di quanto registrato dagli studi precedenti sopra menzionati, non si rilevano in SENTIERI eccessi di rischio per il tumore polmonare. Questo risultato potrebbe essere legato a una diluizione del rischio dell’analisi a livello comunale. Segnalazioni di incrementi di rischio per i tumori del colonretto sono disponibili per i lavoratori dei poli petrolchimici e dell’amianto. Tali eccessi potrebbero essere ricondotti a stili di vita quali la dieta, ma anche fumo e consumo di alcol. In relazione all’inquinamento ambientale da mercurio proveniente dalle miniere slovene di Idrya, nessun segnale proviene dall’analisi dei dati sulle malattie neurodegenerative analizzate in SENTIERI. Una attività di sorveglianza longitudinale dell’andamento delle patologie dell’apparato respiratorio potrebbe contribuire a una migliore interpretazione degli eccessi osservati, con un possibile approfondimento a livello sub comunale per accertare se il rischio documentato da precedenti studi analitici in sottogruppi di residenti è diluito nello studio SENTIERI condotto a livello comunale.

Per quianto riguarda la Laguna di Marano il rapporto   conclude  con la seguente dichiarazione:

L’eccesso per il tumore dell’ovaio può essere spiegato con la diffusione nell’ambiente di metalli pesanti, quali piombo, arsenico, cadmio e mercurio, coinvolti in attività estrogenosimile. Negli uomini si osserva un eccesso dei tumori del rene [SMR=146(102-202); SMR ID=144 (101-199)], che può derivare dalla presenza di arsenico. Si ritiene importante segnalare eccessi di rischio, basati su stime imprecise, per il morbo di Parkinson sia negli uomini [SMR=125 (49-264); SMR ID=132 (52-278)] sia nelle donne [SMR=124(54-245); SMR ID=116 (51-229)], essendo presenti nelle matrici ambientali mercurio e piombo. Necessita ulteriori approfondimenti il dato sul tumore del l’ovaio, per il già citato trend in continua crescita dagli anni Ottanta. E’ importante effettuare studi che possano scindere la componente ambientale da quella occupazionale tramite, da un lato, uno studio di monitoraggio degli inquinanti ambientali più soggetti a bioaccumulo, dall’altro, uno studio di coorte occupazionale.

 

In definitiva il Progetto Sentieri traccia una mappa impietosa dell’Italia dei veleni.Le conclusioni sono devastanti .

La presenza di amianto (o di fibre asbestiformi a Biancavilla) è stata la motivazione esclusiva per il riconoscimento di sei SIN (Balangero, Emarese, Casale Monferrato, Broni, Bari-Fibronit e Biancavilla). In tutti i siti (con l’esclusione di Emarese) si sono osservati incrementi della mortalità per tumore maligno della pleura e in quattro siti i dati sono coerenti in entrambi i generi. In sei siti con presenza di altre sorgenti di inquinamento oltre all’amianto, la mortalità per tumore maligno della pleura è in eccesso in entrambi i generi a Pitelli, Massa Carrara, Priolo e nell’Area del litorale vesuviano. Nel periodo 1995-2002 nell’insieme dei dodici siti contaminati da amianto sono stati osservati un totale di 416 casi di tumore maligno della pleura in eccesso rispetto alle attese. Incrementi di mortalità per tumore polmonare e malattie respiratorie non tumorali sono da registrare a Gela e Porto Torres dovute alle emissioni di raffinerie e poli petrolchimici, a Taranto e nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese alle emissioni degli stabilimenti metallurgici. Negli eccessi di mortalità per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali è stato valutato possibile un ruolo eziologico dell’inquinamento ambientale a Massa Carrara, Falconara, Milazzo e Porto Torres. Per le patologie del sistema urinario, in particolare per le insufficienze renali, un ruolo causale di metalli pesanti, IPA e composti alogenati è stato ipotizzato a Massa Carrara, Piombino, Orbetello, nel Basso bacino del fiume Chienti e nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Incrementi di malattie neurologiche per i quali è stato sospettato un ruolo eziologico di piombo, mercurio e solventi organoalogenati sono stati osservati rispettivamente a Trento Nord, Grado e Marano e nel Basso bacino del fiume Chienti. L’incremento dei linfomi non-Hodgkin a Brescia , come sottolineato in precedenza, è stato messo in relazione con la contaminazione diffusa da PCB.

 

Drammatici i dati forniti dalle stime globali della mortalità nell’insieme dei siti oggetto del Progetto SENTIERI. In particolare, è emerso che la mortalità in tutti i SIN, per le cause di morte dovute alle esposizioni ambientali presenti supera l’atteso, 2439 decessi in eccesso per gli uomini e 1069 per le donne.  eccesso) e 114.4 per le donne (IC 90%112.4-116.5; 1 069 decessi in eccesso). Tale sovramortalità si riscontra anche estendendo l’analisi a tutte le cause di morte: il totale dei decessi per uomini e donne è di 403692, in eccesso rispetto all’atteso di 9 969 casi, con una media di oltre 1200 casi annui.

Qui è disponibile lo studio

file pdf

http://www.epiprev.it/pubblicazione/epidemiol-prev-2011-35-5-6-suppl-4

 

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