come i traumi giovanili possono rendere il cervello vulnerabile alla depressione e dipendenza

E’ noto da tempo che i traumi giovanili possono aumentare la probabilità di sviluppare successivamente depressione e dipendenza. Ora un piccolo ma intrigante studio lega questi rischi a specifici cambiamenti nella struttura cerebrale, trovando che la distruzione di certe connessioni neurali sono associate negli adolescenti a maggiore probabilità  di disturbi dell’abuso di sostanze, depressione o entrambi.

I ricercatori dell’Università del Texas hanno studiato 32 adolescenti, 19 dei quali erano stati maltrattati durante l’infanzia, ma che non hanno alcun disturbo psichiatrico in corso. I ricercatori hanno definito un trauma infantile o maltrattamento, un qualsiasi tipo di abuso o di negligenza significativa della durata di sei mesi o più, o un grave trauma come una grave malattia, violenza domestica o la perdita di un genitore prima dei 10 anni. Gli altri 13 partecipanti alla studio sono serviti come gruppo di controllo, non avendo storie di traumi infantili  o problemi psichiatrici.

Tutti i ragazzi sono stati seguiti ogni sei mesi per una media di tre anni e mezzo. Durante quel tempo, gli autori hanno trovato che cinque dei bambini maltrattati e un controllo avevano sviluppato la depressione  e quattro dei bambini maltrattati e un controllo, avevano sviluppato disturbi da uso di sostanze. (Due dei bambini maltrattati avevano sia un problema di droga che depressione). Ciò significa che quasi la metà dei bambini maltrattati ha avuto  sia un problema diagnosticabile come dipendenza da droga o depressione o entrambi, tre volte il tasso riscontrato nei ragazzi di controllo.

Utilizzando una tecnica di brain-imaging che misura l’integrità della sostanza bianca che collega varie regioni del cervello, i ricercatori hanno cercato eventuali differenze nel cervello dei ragazzi ‘rispetto quando sono stati arruolati nello studio, prima che essi avessero sviluppato problemi psichiatrici. Le scansioni hanno mostrato che i bambini che erano stati maltrattati hanno sviluppato problemi di connettività in aree cerebrali diverse, tra cui il Fascicolo Longitudinale Superiore (SLF), che è coinvolto nella pianificazione comportamentale e, di solito sul lato sinistro del cervello, nella elaborazione del linguaggio.

Un’altra regione colpita era quella della proiezione destra della corteccia del cingolo-ippocampo(CGH-R). Questo tratto aiuta la connessione delle regioni emotive del cervello con quelle coinvolte in pensieri astratti, idealmente consentendo alla persona di integrare entrambi i tipi di informazioni e di regolare la loro risposta allo stress emotivo.

I ragazzi che hanno sviluppato la depressione hanno avuto le riduzioni più significative della sostanza bianca nel loro SLF, coloro che hanno sviluppato problemi di droga erano più propensi a mostrare una maggiore perdita di materia bianca nel CGH-R. Questi cambiamenti suggeriscono che la specifica vulnerabilità  alla depressione può essere legata alla elaborazione del linguaggio che si concentra sugli aspetti negativi, mentre la sensibilità alla dipendenza può essere collegata ad una incapacità più in generale di regolare le emozioni.

Poiché studi precedenti hanno riscontrato la riduzione  della sostanza bianca in diverse regioni tra i bambini maltrattati – e poiché questo era un piccolo studio –  è necessario approfondire la ricerca  prima di trarre qualsiasi conclusione definitiva. Ma i risultati si aggiungono alla già voluminosa letteratura che suggerisce che i problemi di dipendenza hanno più a che fare con i tentativi della gente di gestire o fuggire il dolore piuttosto che al loro desiderio di ricercare il piacere  e che l’esposizione alla droga semplicemente, non è sufficiente per innescare la dipendenza.

Capire come un grave stress o trauma possa portare a dipendenze e altre malattie mentali dovrebbe in ultima analisi aiutare a trovare migliori cure. Nel frattempo, la migliore prevenzione è trattare tutti i bambini con amorevolezza.

Questo studio è stato pubblicato in Neuropsychopharmacology.

traduzione dell’articolo di MAIA SZALAVITZ sul TIME

Read more: http://healthland.time.com/2012/08/01/how-childhood-trauma-may-make-the-brain-vulnerable-to-addiction-depression/#ixzz22m7kveFR

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