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PordenonePensa: la Provincia annulli l’inconto con Luciano Moggi
Di Fabio Gasparini
Dopo aver invitato relatori dalla dubbia moralità nelle scorse edizioni (su tutti Renato Farina, che nel 2006 è stato sospeso prima e radiato poi dall’ordine dei giornalisti con l’accusa di aver pubblicato notizie false in cambio di denaro dal Sismi e Giampiero Mughini che nel 2007 è stato radiato dall’albo dei giornalisti per aver scritto due articoli pur essendo stato sospeso a causa di uno spot pubblicitario) la Provincia di Pordenone ha voluto perseverare nella rassegna Culturale Pordenone Pensa 2011.
Il Presidente della Provincia infatti ha pensato bene di invitare a un incontro previsto per lunedì prossimo presso la sede della Provincia, Luciano Moggi, che solo pochi giorni fa è stato radiato da ogni ruolo nel calcio italiano, come stabilito dalla Corte di giustizia della Federcalcio, dopo la condanna riportata per i noti fatti di Calciopoli.
Dopo aver fatto retrocedere in serie B la Juventus con due scudetti revocati, Moggi è stato condannato dal Tribunale di Roma a 1 anno e mezzo di reclusione per violenza privata (pena ridotta in appello a 1 anno per prescrizione di un episodio delittuoso) per aver minacciato due calciatori affinchè si liberassero del proprio procuratore e passassero alla Gea del figlio Alessandro (anch’egli condannato in appello a 5 mesi). E’ stato anche rinviato a giudizio dal Tribunale di Napoli per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (il pm ha appena chiesto la sua condanna a 5 anni e 8 mesi di reclusione).
Con questa scelta il Presidente Ciriani e la sua giunta di centro-destra dimostrano ancora una volta la mancanza di buon senso nell’uso di fondi pubblici in quanto così facendo vengono lanciati messaggi contraddittori e sbagliati al sano mondo dello sport provinciale.
Invito pertanto il Presidente Ciriani a fare un passo indietro e ad annullare l’incontro inizialmente previsto per il 20 giugno scorso e rinviato a data da destinarsi per inpegni processuali dell’ospite.
Non è ammissibile, infatti, che una manifestazione così spiccatamente collegata all’Istituzione Provincia si renda complice nel dare visibilità a quella parte malata dello sport da cui invece dovrebbe prendere le distanze senza “se” e senza “ma”.

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